MOSTRE. TRITTICO SU RIVOLUZIONE SILENZIOSA DELL’ARTE IN VENETO

Nelle sale di Villa Ancilotto, fino al 27 dicembre, nel comune trevigiano di Crocetta de Montello «La rivoluzione silenziosa dell’arte in Veneto. 1910-1940: da Gino Rossi a Guidi e de Pisis», primo capitolo (a cura di Antonella Alban e Giovanni Granzotto, con la collaborazione di Stefano Cecchetto) di un programma triennale incentrato sulla pittura veneta all’interno della parabola dell’arte italiana. Si tratta di una selezione dei principali rappresentanti della veneziana Scuola del vero di fine Ottocento: Guglielmo Ciardi, Luigi Nono, Pietro Fragiacomo.
Poi, il fermento di Gino Rossi (presente con 12 opere) e di coloro che come lui amavano l’isola di Burano (facendone rifugio e al tempo stesso, in taluni casi, soggetto, dando origine all’omonima scuola «seguendo come esempio l’esperienza francese dei pittori bretoni, in primis Gauguin), come indicato in catalogo da Antonella Alban) e le mostre di Ca’ Pesaro di Moggioli, Semeghini, Garbari e Arturo Martini. La mostra (ha prestiti concessi da collezionisti privati italiani e soprattutto veneti) si arricchisce pure di lavori di Virgilio Guidi e Filippo de Pisis (nature morte) e di una panoramica focalizzata in particolare sulla pittura del paesaggio:Cagnaccio di San Pietro, Wolf Ferrari, Cadorin, Springolo, Carena, Tomea. Altre tappe di questa proposta triennale in villa: «1940-1970: da Music a Deluigi e Tancredi» (nel 2021) e «1970-2000: da Vedova a Santomaso» (nel 2022). La prima mostra del trittico doveva aprire tra marzo e giugno scorso ma l’emergenza Covid-19 ha costretto gli organizzatori dell’associazione ArtDolomites di Belluno a rinviarne l’apertura. Il progetto e la prima esposizione intitolata “1910-1940: la rivoluzione silenziosa dell’arte in Veneto, da Gino Rossi a Guidi e De Pisis”, e”stato presentato il 26 agosto. Il trittico espositivo ha l’ambizione di essere una guida per comprendere cos’è stata l’arte nel secolo scorso, ma anche uno spunto di riflessione e approfondimento, ha detto l’ass.alla cultura, quindi: “L’intento è di proporre un evento di alto profilo – secondo Giancarlo Fritz – per valorizzare le bellezze locali. Quest’iniziativa culturale è stata pensata per promuovere il turismo esperienziale nelle nostre zone, fondendo arte e territorio”. La mostra e’ stata aperta al pubblico il 12 settembre. La visita possibile soltanto su appuntamento. (ph arch.).

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