URBIS PICTA. PADOVA ESALTA I SUOI TESORI

Non c’e’ citta’ che non vada  fiera di possedere opere d’arte, veri contenitori architettonici. Poteva Padova restare silente.Certamente no. Ecco che il Comune ha dato vita a “citta’ dipinta” (urbis picta), una promozione per far conoscere piu’ diffusamente  i “suoi” tesori a cominciare dalla cappella di Giotto., oltre ad altri 7 siti. Questa operazione cultural-turistica va segnalata anche attraverso il nostro diario. E per ammirare i dipnti di Giotto  e’stata organizzata anche una visita serale alla Cappella degli Scrovegni. Come evidenziato dall’organizzazione, è un’esperienza suggestiva  per immergersi in uno tra i più importanti cicli di affreschi della storia dell’arte, con l’opportunità unica, attraverso il doppio turno di visita, di trascorrere 40 minuti sotto il cielo stellato di Giotto. Conosciuta da tutti con il cognome del suo committente, la Cappella è intitolata a Santa Maria della Carità ed è nota in tutto il mondo per lo straordinario ciclo pittorico. L’opera costituisce il massimo capolavoro ad affresco dell’artista e testimonia la profonda rivoluzione che il pittore toscano portò nell’arte occidentale. Il ciclo affrescato da Giotto in soli due anni,  (1303 -1305), si dispiega sull’intera superficie interna della Cappella narrando la Storia della Salvezza in due percorsi differenti: il primo con le Storie della Vita della Vergine e di Cristo dipinto lungo le navate e sull’arco trionfale; il secondo inizia con i Vizi e le Virtù, e si conclude con il maestoso Giudizio Universale. La prima grande rivoluzione compiuta da Giotto a Padova è nella rappresentazione dello spazio: si ammirano esempi di “prospettiva” e di resa della terza dimensione. La Cappella nel 2021 fa parte nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco.(ph arch.mess.1)

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