Il forno dello stabilimento Pilkington di Porto Marghera (gruppo giapponese NSG, specializzato nella produzione di vetro ultra chiaro per l’edilizia e l’industria riprende  le attività. Erano ferme dal 2012.  Saranno riassorbiti i 130 lavoratori attualmente in contratto solidarietà e si è appreso che saranno attivate 50 nuove assunzioni.  A dare ‘importante risultato per la realtà produttiva di Porto Marghera, raggiunto con un lavoro di squadra che ha coinvolto il Ministero dello Sviluppo economico, il Ministero dell’Ambiente le istituzioni locali e le rappresentanze sindacali, sono stati  il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, l’assessore comunale allo sviluppo economico Simone Venturini, il presidente di Pilkington Italia spa Graziano Marcovecchio e i rappresentanti sindacali Massimo Meneghetti, Cristian Tito e Riccardo Colletti. Questa la dichiarazione del sindaco Brugnaro: “Il caso di Pilkington di Porto Marghera è un bell’esempio di rilancio della nostra area industriale e produttiva, una scommessa che dobbiamo vincere nel futuro. Il Comune ha investito molto in quell’area con una serie di finanziamenti specifici per la viabilità, con l’impegno sulle bonifiche, che non a caso sono uno dei temi inseriti nel Patto per Venezia, sottoscritto con il Governo, perché noi crediamo nella rinascita di Porto Marghera di cui quest’anno celebriamo il centenario. Venezia ringrazia il gruppo NSG per questa decisione industriale e umana, un aiuto vero e concreto a una città del mondo. Un ringraziamento sentito anche a tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato: i Ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente, la Regione Veneto nelle persone degli assessori Donazzan e Marcato, i funzionari del Comune e le organizzazioni sindacali tutte”. Venezia è riuscita a convincere l’azionista di maggioranza, che aveva diverse possibilità d’investimento nel mondo, attraverso un progetto di business interessante, con un portafoglio di ordini che dovranno ora essere realizzati. Il gruppo giapponese NSG investirà complessivamente 20 milioni di euro in interventi che al loro completamento (fine 2017) consentiranno una produzione di circa 170 mila tonnellate di vetro. “Dal punto di vista sociale per questo lembo industriale del Veneto è un risultato importante – ha rimarcato Marcovecchio – perché Porto Marghera non vedeva rinascere un’iniziativa industriale da un bel po’: siamo riusciti a salvaguardare i posti di lavoro, programmare nuove assunzioni, dando risposta alla disoccupazione giovanile, e creare un indotto”. Venezia è  riuscita a convincere l’azionista di maggioranza, che aveva diverse possibilità d’investimento nel mondo, attraverso un progetto di business interessante, con un portafoglio di ordini che dovranno ora essere realizzati. Il gruppo giapponese NSG investirà complessivamente 20 milioni di euro in interventi che al loro completamento (fine 2017) consentiranno una produzione di circa 170 mila tonnellate di vetro.  “Il cambio di passo c’è stato da quando questa Amministrazione con il sindaco Brugnaro in testa – ha sottolineato l’assessore regionale Donazzan – ha dichiarato senza dubbio alcuno che Porto Marghera dovesse tornare ad essere un’area industriale di primo livello, tra le più grandi d’Europa, con una vocazione spiccata al manifatturiero. Ringrazio il sindacato per non aver mollato e l’azienda per scommesso sul potenziale di Porto Marghera. Confermiamo il nostro impegno affinché l’azienda possa tornare al più presto a produrre”. Piena soddisfazione è stata espressa anche dai rappresentanti sindacali che hanno evidenziato come la giornata odierna rappresenti una data storica per Porto Marghera, che dà lustro e dignità a tutti i lavoratori che in questi anni hanno perso il loro impiego. “I sindacati rappresentano i lavoratori – ha ancora detto il sindaco – quando fanno squadra insieme alle istituzioni al di là dei problemi, sanno costruire ricchezza, posti di lavoro, benessere per tutti”.

 

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