La Storia non è fatta solo di battaglie, incoronazioni e altri grandi eventi. È fatta anche di profumi.
Chissà, ad esempio, se la Storia sarebbe stata la stessa nel caso in cui Cleopatra non avesse usato i suoi mitici unguenti profumati. Da secoli il profumo è stato ed è, strumento di seduzione, medium per subliminali messaggi, fragranza in grado di avvicinare alla divinità, ma anche modo per occultare l’odore di corpi mai lavati e di ambienti dove l’igiene spesso era un lusso. Di tutto questo si occupa la mostra “Storia del Profumo, profumo della storia” che il Comune di Fratta Polesine, l’Università degli Studi di Ferrara e il Polo Museale Veneto con la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo propongono negli ambienti del Museo Archeologico Nazionale nelle barchesse di Villa Badoer, tradizionale sede di importanti mostre d’arte, dal 17 settembre al 26 marzo 2017. In mostra tremila anni di profumi, attraverso i loro contenitori: da quelli – aryballoi, alabastra e lekythoi – preziosissimi in alabastro, pasta vitrea o ceramica decorata dell’età greca e romana, a quelli più recenti, dove cominciano a “pesare” i marchi della grande profumeria planetaria di oggi. Insieme a oggetti, libri, antichi formulari e farmacopee, strumenti multimediali ed esperienze sensoriali.Alla realizzazione della mostra collabora la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. L’esposizione, curata da Federica Gonzato con Chiara Beatrice Vicentini, Silvia Vertuani e Stefano Manfredini, dipana diversissime storie, tutte incentrate sul profumo e sull’arte profumiera. La mostra non offre solo reperti e documenti rarissimi, ma fornisce anche sensazioni e esperienze coinvolgenti. Tutti, ad esempio, potranno cimentarsi come “nasi”, alla scoperta delle diverse essenze e immaginando le loro composizioni, facendo appunto ciò che fanno i maghi della profumeria.
Si annuseranno essenze diversissime, nella quasi totalità di origine vegetale. Compresa quella della mitica Rosa Centifolia, la varietà che, coltivata a Grasse in Provenza, offre la fragranza che rende unico Chanel n. 5. La casa profumiera parigina ha l’opzione sull’intera produzione della famiglia Muol, il miglior produttore di Centifolia, per i prossimi 100 anni. Per ottenere 1,5 chili di essenza vengono impiegate centinaia di migliaia di rose, per l’esattezza una tonnellata di petali, per un controvalore economico a molti zeri. L’olio essenziale della rosa di Taif è il più costoso al mondo e se ne producono solamente 16 kg all’anno al costo di oltre 50 mila euro al chilo. La produzione è destinata in gran parte al Re dell’Arabia Saudita. Nulla di nuovo in questo: i profumi e l’arte profumiera hanno sempre affascinato le famiglie reali e principesche. Questa passione contagiò, tra le tante, Caterina Sforza e Caterina de’ Medici, ma soprattutto Isabella d’Este marchesa di Mantova, che nella città lombarda frequentava il suo rinomato laboratorio di profumeria, componendo lei stessa le preziose essenze”. Venezia era una capitale dei profumi. Qui venivano fatte arrivare le essenze più rare, provenienti da paesi lontanissimi. Qui operavano celebri “essenzieri”: Qui, non a caso, venne edito “I Notandissimi Secreti de l’Arte Profumatoria”. Correva l’anno 1555 ed era, per l’Occidente, il primo ricettario ufficiale dell’arte cosmetica. L’esposizione è arricchita da prestiti concessi dai Musei Archeologici Nazionali di Venezia, Adria, Portogruaro e dal Museo Correr. La mostra è resa possibile grazie alla collaborazione nel progetto scientifico e come prestatori di Accademia Italiana di Storia della Farmacia, Sistema Museale di Ateneo e CosMast dell’Università di Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara, Centro Studi Etnografici “Vittorino Vicentini”, Fondazione Musei Civici di Venezia-Museo del Profumo e del Costume di Palazzo Mocenigo. La parte interattiva della mostra è stata realizzata con il contributo economico e tecnico di: AmbrosiaLab, Cura Marketing GmbH Innsbruck, ViaVai, Mavive, The Merchant of Venice. Queste realtà hanno reso possibile la realizzazione di specifici tester di fragranze e di una profumazione di Iris, costruita secondo antichi schemi olfattivi, che caratterizza un gel che verrà messo a disposizione dei visitatori.Info: www.comune.frattapolesine.ro.it/museo-archeologico-nazionale.html
Ufficio Stampa: Studio Esseci di Sergio Campagnolo, 049.663499, gestione2@studioesseci.net

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