Moltissimi sono i casi in cui il mare restituisce nel tempo quello che si e’impadronito precedentemente in occasione di maareggiate. E’quanto accaduto al Lido di Venezia dove decine di mattoni giacciono lungo la battigia e che potrebbero appartenere al campanile di San Marco, crollato il 4 luglio 1902. Metropolitano.it ha riferito di questa storia tutta veneziana. Gran parte di questi mattoni giacciono lungo la spiaggia del Lido nel tratto che va dal Blue Moon al Pachuka, e a San Nicolò, Sono mattoni di antica fattura e di vari colori, forme e dimensioni e smudsati negli angoli per il continuo rotolare lungo i fondali marini. Reperti che le forti mareggiate delle ultime settimane del 2020 hanno lasciato sulla sabbia. A cercare di dare risposte è Vittorio Baroni, presidente del Comitato Lido Oro Benon – un gruppo di osservatori e promotori dell’isola – che li ha rinvenuti durante giro in spiaggia. «I mattoni si trovano disseminati – ha spiegato Vittorio Baroni – nella parte a nord dell’isola, in numero maggiore davanti all’ex ospedale al mare, area al centro di un piano di recupero e riqualificazione. Il ritrovamento è avvenuto domenica 3 gennaio. Diversi elementi quali il colore, le dimensioni, le irregolarità delle forme e rotondità fanno subito pensare a mattoni impiegati on costruzioni di almeno un secolo fa. Solo a guardarli si capisce che non si tratta di elementi prodotti in serie industriale. Li ho fotografati e ne ho raccolto alcuni per studio. Le ricerche storiche finora effettuate portano a dedurre che potrebbero proprio essere materiali del campanile di S. Marco.Sono mattoni bassi, proprio come quelli che si possono vedere nel libro “Il campanile di San Marco riedificato”.
Il mare ha già restituito reperti del campanile trovati grazie ad immersioni subacquee nel luogo in cui le macerie erano state portate a una settimana dal crollo. Risulta che i “rovinassi” sono stat portati al Lido a bordo della barca Costanza. I primi ritrovamenti di questi laterizi furono riusati nel 1999 grazie all’artista Giorgio Bortoli del Lido, che li recuperò a San Nicolò.Con questi mattoni riempì un’opera realizzata in vetro per la casa di Woody Allen.
Ma altre opere l’artista sono state fatte con lo strssoo materiale. Anche il fotografo Riccardo Roiter Rigoni nel suo libro “Come la Luna alle porte dell’alba” pubblicato nel 2019, ha scritto dei mattoni del campanile di San Marco. “Confrontando i recentissimi ritrovamenti rinvenuti sulla spiaggia a seguito delle forti mareggiate con le immagini e la documentazione contenuta nel libro pubblicato dal Comune di Venezia nel 1912 (“Il campanile di San marco riedificato”) – ha precisato Baroni – molti elementi fanno pensare che anche in questo caso si tratti di materiale autentico. Una scoperta che dovrà ovviamente essere validata da verifiche degli Enti preposti». Per questo, Baroni ha scritto al presidente della Municipalità di Lido e Pellestrina Emilio Guberti chiedendo che quanto ritrovato possa essere valutato da esperti per confermare l’appartenenza dei mattoni proprio al campanile. Con uno scritto al sindaco Luigi Brugnaro, il presidente di “Lido Oro Benon” ha proppsto anche che la scoperta possa essere inserita nell’ambito delle celebrazioni per i 1600 anni che skno in programma da marzo 2021.(ph Lido Oro Benon).

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