Digitalmeet 2017 torna con la  Talent Garden Padova dal 19 al 22 ottobre. Per partecipare c’è tempo fino all’11 ottobre. Aperto a cittadini, imprese, coinvolge anche le Università del Nordest. L’alfabetizzazione digitale di aziende, istituzioni e cittadini è una sfida imprescindibile per lo sviluppo della società: a dirlo è Digitalmeet, il più grande festival sul mondo del digitale con la quinta edizione a Padova. E scendono in campo anche i Rettori Michele Bugliesi (Università Ca’ Foscari di Venezia), Alberto Felice De Toni (Università di Udine), Rosario Rizzuto (Università di Padova) e Nicola Sartor (Università di Verona) per testimoniare il loro impegno sul fronte dell’innovazione. Bugliesi, ad  esempio, ha detto: il mondo del digitale rappresenta una sfida imprescindibile oggi, per istituzioni e aziende. Le università in particolare possono e devono svolgere un ruolo fondamentale nell’innovazione e nella divulgazione della trasformazione digitale. Ca’ Foscari già da molti anni è in prima linea su questo fronte con un’offerta didattica che spazia dal Master in Digital Humanities al nuovo corso di laurea triennale in Digital Management, con progetti di risonanza nazionale e internazionale, con eventi e iniziative in collaborazione con altre istituzioni pubbliche.  Anticipazioni sono state fatte anche dagli altri tre rettori di ateneo. Digitalmeet è il più grande e diffuso festival italiano sul mondo del digitale e dell’Ict che quest’anno taglia il traguardo della quinta edizione. Un appuntamento, lanciato sui social con l’hashtag #DM17, totalmente gratuito e sempre più ricco, dato che le location si moltiplicheranno: dopo essersi allargato all’Emilia Romagna nel 2016, il festival partito nel 2013 dal Nordest su impulso di Fondazione Comunica e Talent Garden Padova abbraccia infatti da quest’anno anche Lombardia, Piemonte, Liguria e Val d’Aosta. Da un programma di massima si parla di un’edizione record con oltre 130 incontri e più di 300 speaker per continuare a scoprire, usare, creare e sognare con il web e il digitale. Il focus di #DM17 riguarda due temi di grande attualità: da un lato l’IoT, che sta per “Internet of things” ed è la rete che consente agli oggetti interconnessi di comunicare e di assumere un ruolo attivo nella vita quotidiana di tutte le persone; dall’altro la cybersecurity, di cui si è parlato e si continua a parlare molto dopo i due attacchi hacker globali che negli scorsi mesi hanno colpito aziende, istituzioni, banche, metropolitane, aeroporti, ospedali e perfino centrali nucleari. Questi i temi topics, ma le tematiche trattate in #DM17 saranno come al solito tantissime. DM17 si sdoppia: da una parte gli incontri di altissimo profilo negli atenei e nelle migliori aree produttive del Nord Italia, dall’altra quelli orientati alla logica del bottom up in territori periferici come i piccoli comuni dell’arco alpino, da Torre Pellice in Piemonte a Taibon Agordino in Veneto, dove si parlerà di alfabetizzazione digitale e digital divide per esaltare le iniziative che vengono dal basso e per dare voce a chi non vuole rimanere escluso dal futuro che avanza. “Esperti e professionisti del web non mancheranno, ma Digitalmeet meet non si rivolge solo a chi è già pratico di questo mondo – ha puntualizzato Gianni Potti, Founder Digitalmeet e Presidente di Fondazione Comunica – Vogliamo dialogare con un pubblico eterogeneo composto da generazioni, ceti sociali, culture e provenienze differenti per diffondere al massimo la cultura digitale tra imprese e cittadini: crescita e sviluppo passano da qui”. La marcia di avvicinamento a Digitalmeet è scandita da alcune anteprime, a metà strada fra innovazione e tradizione. Un esempio? La prima edizione di Sport Digital Beer, una degustazione affidata a dieci innovatori che dovranno assaggiare diversi aromi e definire gli ingredienti per la cotta del Mastro Birraio: il risultato sarà una birra “digitale” dall’accento sportivo, che verrà servita al festival in tutte le occasioni. L’ultima parola sull’etichetta invece spetta alla community di #DM17, che potrà votare le due finaliste scelte dai dieci innovatori, con un contest digitale. E in questo corrente settembre in scena anche Rave Design, un esperimento in stile Woodstock rivolto a studenti ed ex studenti. Tra le novità di #DM17 è stata segnalata la prima edizione di DM Award, un premio dedicato a tutti gli innovatori del digitale che mette in palio un’esperienza a Barcellona fra Talent Garden, hub innovativi, incontri di business matching e startup: i progetti possono spaziare dall’IoT all’intelligenza artificiale passando per la realtà aumentata, dal marketing al fashion toccnando pure la sanità.

 

 

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