Sono stazioni sciistiche e realtà economiche dell’ambito sciistico delle province autonome di Trento e di Bolzano, del Tirolo, del Voralberg, del Canton svizzero e dei Grigioni ad aver presentato progetti per il concorso Alpinski “Best practices nella stazioni sciistiche alpine” indetto da Arge-Alp, la comunità di lavoro delle regioni alpine. Presso la sede della Provincia autonoma di Bolzano, i dati sono stati presentati dall’assessore alla mobilità e da tecnici in materia di impianti a fune. Con l’inventore e il coordinatore dell’intero progetto anche Markus Pitscheider, direttore Ufficio Trasporti funiviari di Bolzano. Sono 8 gli interventi presentati da realtà della Provincia autonoma di Trento (5 progettazioni e 3 realizzazioni), 8 quelli consegnati da stazioni della Provincia autonoma di Bolzano (1 progettazione e 7 realizzazioni), 3 ciascuno per Tirolo (progetti realizzati), Voralberg (progetti realizzati) e Canton svizzero dei Grigioni (2 progetti realizzati e una progettazione). “Best Practices nelle stazioni sciistiche” è stato proposto alle regioni alpine di Arge Alp dal gruppo di lavoro formato da  Provincia autonoma di Trento (che ne è capofila), Provincia autonoma di Bolzano, Regione Lombardia, Canton Grigioni, Vorarlberg e Tirolo. L’iniziativa per la presentazione delle migliori pratiche attuate con opere già realizzate, ovvero ideate con progettazioni previste ad hoc, è partita nel 2013 con l’approvazione del progetto da parte del Comitato delle regioni appartenente ad Arge Alp, ed ha preso corso nel 2014 con la partecipazione dei soggetti interessati. Come previsto dal bando, la possibilità di partecipare è stata aperta a progetti in corso di realizzazione ovvero già realizzati, nel campo del risparmio energetico, nella salvaguardia ambientale e nella valorizzazione delle risorse già presenti in loco, con specifico riguardo ad argomenti quali il trasporto a fune come mobilità alternativa (con particolare riguardo all’accesso alle zone sciistiche e al trasporto interno a mezzo impianti a fune); il paesaggio e l’ambiente (incentrato sul livello qualitativo dell’inserimento ambientale delle infrastrutture sciistiche); il risparmio energetico nell’utilizzo delle strutture sciistiche ; le fonti di energie alternative per il funzionamento degli impianti di risalita e nella gestione dell’innevamento programmato. Tra i progetti presentati il ruolo maggiore lo fanno le due provincie autonome: Trento con 8 interventi presentati (5 progettazioni e 3 realizzazioni); Bolzano con 8 interventi (1 progettazione e 7 realizzazioni), seguite dal Tirolo, dal Vorarlberg e dal Cantone svizzero dei Grigioni con 3 iniziative ciascuno. Per quanto riguarda i progetti già realizzati la palma è andata a due realizzazioni altoatesine, l’esemplare impianto di mobilità alternativa che collega Siusi all’Alpe di Siusi ed il collegamento ferroviario Plan de Corones – Percha, seguito da un altro collegamento funiviario, quello trentino della stazione intermodale della partenza dell’impianto di arroccamento di Folgarida e Marilleva della Val Mastellina. Seguono gli impianti più innovativi nel campo del risparmio energetico come il tappeto autoalimentato a cellule solari di Gerlos in Tirolo, o il sistema integrato di Lech Zürs am Alberg nel Vorarlberg, un progetto di simulazione per il bilancio delle emissioni di CO2, elaborato in collaborazione con il comitato di studio OITAF – ambiente, per finire con l’impianto di innevamento all’avanguardia di Carezza e Arosa in Svizzera.  Tra i nuovi progetti, il comitato di valutazione, ha sottolineato l’importanza del trasporto alternativo, ma ha dato rilievo anche al risparmio energetico e all’inserimento ambientale, con il nuovo bacino di accumulo dell’acqua necessaria per l’innevamento artificiale del comprensorio sciistico di Corviglia, il principale di San Moritz in Svizzera. Le best practices dimostrano, dati alla mano, che le immissioni di CO2 in atmosfera possono essere drasticamente ridotte con un uso alternativo al trasporto su gomma, attuato con i moderni impianti a fune. Dimostrano altresì che gli spazi aperti risultano ancora ampi e che il settore ha ancora ampi margini di miglioramento. Arge Alp si è posta questo problema e si propone come elemento di stimolo nei confronti dei responsabili delle stazioni sciistiche alpine.  Per info: www.alpinski.provincia.tn.it

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