SPORT ESTREMI: THE BLACK BAIKAL RACE IN SIBERIA; GLI ORGANIZZATORI SONO ITALIANI

Descritta come “più lunga dell’Inghilterra, più fredda della vodka e più dura del granito”, in gara i concorrenti, provenienti dalla Russia all’America, hanno camminato sull’acqua e raggiunto il traguardo per la prima Siberian Black Ice Race al mondo. La gara si è svolta sul Lago Baikal, il lago di ghiaccio più antico e profondo del mondo (in media 744,4 metri, ma nella zona denominata black misura addirittura 1.600 metri). È anche uno dei laghi più limpidi al mondo. Situato nel sud della regione russa della Siberia, quasi al confine con Cina e Mongolia, è il lago di acqua dolce più capiente del mondo, che in inverno è coperto di ghiaccio nero. Sulle rive del Baikal, la “Black Baikal Race” è una delle competizioni più estreme al mondo, e si è svolta dal  2 all’11 marzo. Gli organizzatori del Baikal Race sono italiani, mentre i partecipanti arrivano da tutto il mondo: tra loro nomi al top tra le ultra trail, come l’irlandese Brian Bell. Ma ci sono polacchi e spagnoli. Tra gli italiani Nicola Bassi, Graziana Pè, Fabio Banfi e Daniele Modolo, di Conegliano (Treviso). Sedici concorrenti si sono cimentati in un cammino di quattrocento chilometri, in totale autonomia (ovvero disponendo solo di una piccola slitta sulla quale caricare tenda e provviste), sul lago completamente ghiacciato, seguiti da due troupe, una di queste del prestigioso National Geographic, per realizzare un documentario sulla loro impresa. Una gara fra le più massacranti al mondo, e nelle condizioni in assoluto più estreme. Il percorso, iniziato nell’antica città cosacca di Irkutsk, in una delle più belle zone selvagge del mondo, è lungo 379 miglia per la versione maratona, e 155 miglia per lo sprint. Per entrambe le gare si poteva scegliere tra diverse forme di trasporto non motorizzate come bici, sci, piedi, kite-ski o kite buggy. I concorrenti dovevano essere autosufficienti sul ghiaccio, con temperature fino a -40 ° C e forti venti (fino a 100 km / h). Daniele Modolo negli ultimi anni è stato protagonista di sfide al limite dell’immaginario e sempre a contatto con la natura. Dopo i 650 km percorsi in Alaska ed il nuovo record conquistato al Polo Nord nel 2013, a febbraio dello scorso anno in fatbike ha percorso 520 km nell’est della Russia siberiana, affrontando temperature siderali e combattendo contro guasti meccanici e mancanza di cibo. Sopra il ghiaccio del lago, in sella ad una fatbike, si è cimentata anche Antonella Giacomini, insegnante di educazione fisica di Mel (Belluno) è tornata su un percorso noto: era il 2013 quando attraversò, sempre in invernale, la superficie del bacino siberiano. Allora fu a piedi, trainando la slitta, mentre questa volta si è messa in gioco con la bicicletta a ruote larghe. Nicola Bassi è stato il vincitore correndo i 250 km in tre giorni e sei ore. Bassi è stato l’unico runner a completare quella che è stata una vera e propria gara ad eliminazione. Sono riusciti ad arrivare anche Ingrid Qualizza, originaria di San Leonardo (Udine), e Braian Bell, che però sono stati recuperati dall’organizzazione a sei km dall’arrivo di tappa. Il clima quest’anno ha ghiacciato con ritardo il Baikal, creando increspature e difficoltà nel procedere. Le condizioni climatiche che hanno imperversato sul grande lago siberiano nei tre giorni di corsa sono state così rigide che hanno convinto buona parte dei partecipanti ad alzare bandiera bianca, prima del traguardo. La particolarità era data dal fatto che la maggior parte del cammino prevedesse il traino sulla superficie ghiacciata del lago di una piccola slitta di trenta kg. in cui riporre il materiale di sopravvivenza. Si è anche dovuto, a corsa avviata, accorciare il percorso, fermando la gara a Sahayurta per l’impraticabilità del tratto di lago e il forte vento. Cadute in fatbike e rischio di precipitare in overfalls hanno spinto molti bikers a fermarsi e non rischiare oltre il dovuto. Per il primo marzo 2019 è già stata programmata la BLACK BAIKAL RACE KM 400 – 250 MILES e la BAIKAL RACE KM 250 – 155 MILES, bike, foot e skate, riservata solo a 40 atleti selezionati secondo il curriculum sportivo. (ODM)

 

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