SPECIE ALIENE INVASIVE SU CHIGLE NAVI E BARCHE. DOCUMENTARIO UNIV. PAVIA

L’ufficio dell’ONU che si occupa di navigazione e ambiente marittimo (Imo), in collaborazione con ITN Productions, ha realizzato e presentato un documentario sulla problematica del biofouling.Si tratta della incrostazione di organismi (per lo piu’di provenienza dal Pacifico)sulle chiglie delle barche e delle navi, e il loro trasporto in nuovi areali geografici dove possono arrecare seri problemi alla biodiversità e all’economia. L’iniziativa si deve alla universita’ di Pavia; il documentario e’ stato realizzato nelle acque del golfo di La Spezia. Il documentario, prodotto dall’emittente britannica all’interno della nuova serie “Ocean Aware“, verrà utilizzato dall’IMO per i suoi eventi ufficiali nell’ambito del progetto denominato GloFouling (https://www.glofouling.imo.org/), che coinvolge svariati partner governativi ed enti intergovernamentali, al fine di generare maggiore consapevolezza a livello globale su questa problematica ambientale finora non valutata appieno.
L’università di Pavia è protagonista di questo documentario, che illustra tra le altre cose le ricerche condotte dal team di Ecologia marina del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente coordinato dalle professoresse Anna Occhipinti e Agnese Marchini. Il documentario – spiega una nota – mostra gli esperimenti sul fouling realizzati in loco dall’assegnista pavese Jasmine Ferrario e dal dottorando Marco Tamburini, nonché un’intervista alla Professoressa Agnese Marchini sul tema delle specie aliene invasive. Le ricerche di punta sul tema del biofouling condotte dal team pavese in collaborazione con il SERC (Smithsonian Environmental Research Center degli Stati Uniti) avevano attirato l’attenzione dell’International Maritime Organisation dell’ONU, che aveva già invitato la prof. Marchini a tenere un webinar internazionale rivolto ai Paesi in via di Sviluppo partner del progetto GloFouling, e ad entrare come membro del prestigioso gruppo di lavoro GESAMP sul biofouling. La diffusione del documentario aumenterà vieppiu’la visibilità dell’università di Pavia.(ph arch.Unipv).

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