PRIMA VOLTA IN ITALIA “STO TE NEMA” , MONUMENTO NOMADE A VENEZIA

“ŠTO TE NEMA” o “Perché non ci sei?’’, monumento nomade che unisce le persone di culture diverse, è realizzato dall’artista Aida Šehović (foto)e reso possibile grazie all’Istituto per la Pace e la Riconciliazione di Auschwitz, in collaborazione con l’Associazione culturale bosniaca Stećak ed iNEVENTS di Valeria Presotto. La cittadinanza è invitata a prendere parte al progetto storico-artistico-sociale “ŠTO TE NEMA”, in programma giovedì 11 luglio, dalle ore 10.00 alle ore 20.00, presso la Serra dei Giardini, a Venezia. “ŠTO TE NEMA” crea uno spazio di guarigione e conciliazione collettiva ed è concepito come una collezione di ‘fildžani’: piccole tazze da caffè di porcellana a rappresentare simbolicamente il numero delle vittime del genocidio di Srebrenica e gli oltre 8mila musulmani bosniaci che vi hanno perso la vita nel luglio del 1995. “Dal 2006 “ŠTO TE NEMA” – ha spiegato Aida Šehović – viene esposto una volta all’anno, il giorno del genocidio di Srebrenica, in diverse città dell’Europa e degli Stati Uniti. E’ possibile partecipare all’iniziativa e contribuire alla realizzazione di questo monumento a Venezia; le tazze saranno disposte a terra e riempite con il caffè bosniaco per commemorare le 8.372 vittime. Stiamo cercando volontari motivati e determinati per far parte del nostro team. I compiti variano dall’impegno con il pubblico a fornire supporto con la logistica dietro le quinte. ŠTO TE NEMA ha attraversato 13 diversi città europee e statunitensi, e questa sarà la prima volta in cui il monumento sarà in Italia, a Venezia”.
Aida Šehović, artista originaria della Bosnia Erzegovina, espone insieme agli artisti e collettivi di attivisti provenienti da tutto il mondo (Rebin Chalak, Canada’s Truth and Reconciliation Commission, Elisabeth Ida Mulyani, South African Intuthuko Embroidery Project, Argentinian Grupo de Arte Callejero), fino al 24 novembre in centro storico, in concomitanza di Biennale Arte, ad “Artivism: il padiglione per la prevenzione delle atrocità”, a Palazzo Dandolo (fermata ai Frari del vaporetto dei mezzi pubblici).

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