PRIMA SUMMER SCHOOL DEDICATO A PASOLINI: TRE GIORNATE A CASARSA

Lavinia Clarotto, sindaco di Casarsa della Delizia (Pordenone) ha aperto i lavori, fino al 16 settembre, della prima Summer School dedicata a Pier Paolo Pasolini, nativo nella città friulana e dove è sepolto. In apertura il tema “Pier Paolo Pasolini e l’impegno nella cultura italiana del suo tempo”, organizzata e promossa dal Centri Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa. (foto radicali italiani). In programma tre intense giornate di studio riservate al gruppo di 22 giovani studiosi provenienti dall’Italia e dal mondo, selezionati fra gli oltre cinquanta candidati nonchè incontri e dibattiti con interventi di studiosi e cercatori provenienti dagli atenei che hanno aderito alla manifestazione, prima di questo genere in Italia. Essi sono: le Università di Bologna, Genova, Trieste, Udine, Urbino e Venezia, ma anche due estere: la Sorbonne, Université di Parigi e la Royal Holloway University di Londra. A confrontarsi anche numerosi studenti di Italianistica, Lettere moderne, Lettere e filosofia, Filologia moderna e Italianistica, ma anche del Dams, Beni culturali, Antropologia, Storia del cinema provenienti da varie università italiane e da ben 11 straniere (Regno Unito, Belgio, Spagna, Francia, Germania, Ungheria e Brasile). Molto intenso il calendario di incontri predisposto dal Centro Studi Pasolini nel programma che spazia dalla sua figura di intellettuale al ruolo nel cinema e nella linguistica, alle connessioni con Andy Warhol, dalla critica letteraria alla poesia e alla lingua dell’impegno. Ad arrcchimento del programma della Summer School, due momenti d’incontri aperti anche alla partecipazione del pubblico. Il 13 settembre (h 21.00) presso il Centro Studi, il professor Luciano De Fiore, docente di Storia della filosofia moderna alla Sapienza di Roma, è l’ospite d’onore per presentare il suo recente libro Risposte pratiche, risposte sante. Pasolini, il tempo e la politica (Castelvecchi, 2018) dialogando con i coordinatori della Summer School, Lisa Gasparotto e Paolo Desogus. In Risposte pratiche, risposte sante. Pasolini, il tempo e la politica, De Fiore propone una prospettiva rigorosa, ma al tempo stesso accessibile e piacevole, sull’intera parabola intellettuale ed umana di Pier Paolo Pasolini, articolata secondo i fili principali della concezione del tempo e del rapporto con il PCI e la Chiesa. Il percorso che viene proposto da De Fiore inizia con il periodo friulano per poi seguire le vicende romane dello scrittore fino all’analisi dettagliata degli ultimi scritti “corsari”. Il modo in cui filosofia, religione, poesia, letteratura, cinema e psicanalisi vengono intrecciate nel testo riesce a restituire la poliedricità e la complessa fecondità dell’eredità pasoliniana. Il secondo appuntamento è previsto per il 14 settembre (21.00) al Teatro Pasolini di Casarsa, nell’ambito della rassegna Lùsignis organizzata dal Comune di Casarsa; va in scena il monologo teatrale SOLCHI/Pasolini è il luogo, prodotto dal Teatro della Sabbia per la regia di Vincenzo Muriano, con Caterina Comingio. L’organizzazione ha segnalato che si contamineranno liberamente le parole di Pier Paolo Pasolini, David Maria Turoldo, Enzo Siciliano e Caterina Comingio con le immagini e la voce di Elio Ciol, in un monologo intessuto di fili diversi (il Pasolini poeta, scrittore, saggista, giornalista, drammaturgo, regista), ma da cui il Teatro della Sabbia vuol far emergere soprattutto l’uomo-Pasolini. Il “luogo” del titolo è dove le radici si intersecano, in una corsa in treno fra punti lontani della mappa italiana, su una penisola che Pasolini conobbe fin dalla sua giovane età. Pasolini è stato trovato senza vita da una donna di borgata alle 6,30 del mattino di domenica 2 novembre 1975 in uno squallido spiazzo dell’Idroscalo di Ostia. Pasolini è stato ucciso da un ragazzo di vita durante una notte di peccato tra le baracche di Ostia: l’autore è stato Pino Pelosi, un diciasettenne della borgata Setteville di Guidonia, reo confesso ai carabinieri. Dalle cronache del tempo è indicato che chi lo conosceva sapeva che l’intellettuale rischiava ogni notte la vita. Anche la sua esistenza era sdoppiata. Pier Paolo oscillava tra i salotti intellettuali della capitale in compagnia di Moravia, di Elsa Morante, di Bertolucci per passare a Ninetto Davoli e Sergio Citti i figli prediletti, secondo Pasolini, della purezza di una civiltà ormai corrotta dal consumismo e dai valori distorti del trionfo borghese. Invece amici suoi come Laura Betti, Oriana Fallaci e molti altri dichiarano che il delitto Pasolini è stato puramente politico. Questa tesi sarebbe stata avvalorata da alcune testimonianze raccolte tra gli abitanti delle baracche di Ostia. Perchè politico? Allora Pasolini si stava muovendo negli ultimi mesi della sua vita su un terreno minato: aveva accusato la DC di continuità con il fascismo e rispolverato il caso della morte di Enrico Mattei, facendo il nome di Eugenio Cefis (presidente Montedison) come presunto mandante in nome dei servizi segreti italiani e americani. Pasolini aveva militato a lungo nel PCI ma per la sua manifesta omosessualità era stato radiato. Questo è scritto nelle cronache.

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