PICCOLI FRUTTI. FOCUS ALLA FONDAZIONE MACH SU AVVERSITA’ E QUALITA’ ORGANOLETTICHE

Il coleottero antonomo della fragola, la Drosophila suzukii e l’agrobatterio del mirtillo: sono queste le problematiche al centro della sesta Giornata tecnica sui piccoli frutti svoltasi nell’aula magna della Fondazione Edmund Mach, a San Michele all’Adige (Tn). Con gli esperti si è parlato di coltura fuori suolo, diffusa negli areali con caratteristiche di terreno non idoneo, di qualità organolettica e del contenuto nutrizionale di mora, lampone, fragola e mirtillo, oltre a un focus sulla realtà dell’Alto Adige. Alcuni agricoltori hanno seguito l’appuntamento in diretta streaming sul canale FEM. “Il settore dei piccoli frutti è un segmento importante per l’agricoltura trentina: pur rappresentando una porzione limitata in termini di superficie, infatti, l’indotto è rilevante”, ha spiegato il direttore generale della Fondazione Mach, Sergio Menapace. “FEM, attraverso l’attività di sperimentazione e ricerca, il breeding di mirtillo e lampone, e la consulenza per i produttori che ne fanno richiesta, risponde alle problematiche della filiera con soluzioni tecniche alternative alla chimica sia per le emergenze fitosanitarie sia per le esigenze delle nuove aziende che si avvicinano a queste colture”, ha aggiunto. Tommaso Pantezzi, responsabile dell’Unità frutticoltura e piccoli frutti FEM ha ricordato le insidie che possono subire i piccoli ffrutti. Ad esempio, il mMirtillo fuori suolo, dimensioni dei vasi e dati di produzione. Negli ultimi anni è stato manifestato interesse per la produzione del mirtillo gigante americano anche in areali non idonei dal punto di vista delle caratteristiche litologiche dei suoli, come la Val di Non. Per questo si rende necessario un substrato di coltivazione fuori suolo, tecnica innovativa per la realtà trentina, dove la pianta poliennale viene tradizionalmente coltivata in piena terra mentre l’esperienza del fuori suolo fino ad ora infatti si limitava prevalentemente alla fragola e al lampone. Breeding e tecniche analitiche al servizio della qualità dei piccoli frutti. Il consumo di piccoli frutti è in crescita in Europa. Più il consumatore inizia a conoscerli e ad apprezzarli, più alto diventa il rischio che l’offerta non soddisfi categorie qualitative apprezzabili. Uno dei problemi che affligge la filiera ortofrutticola è infatti la costante diminuzione della qualità dei prodotti della grande distribuzione percepita dai consumatori. Perciò parte della ricerca scientifica sui piccoli frutti svolta da FEM è orientata al miglioramento qualitativo, sia tramite i nuovi piani di breeding finalizzati alla proprietà organolettiche, sia tramite lo sviluppo di tecniche analitiche e di conservazione sviluppate su misura per ciascuna specie. Il primo obiettivo della ricerca applicata in questa direzione è stato di sviluppare nuove metodologie di analisi per una determinazione oggettiva della qualità del frutto incentrate, in particolare, sull’analisi della texture e dell’aroma. Altro caso sono le
trappole di cattura massale contro l’Antonomo della fragola. L’Antonomo (Anthonomus rubi Herbst) è un Coleottero Curculionide dannoso per fragola, lampone e mora coltivati. Negli ultimi anni in alcune aziende trentine il danno è andato oltre una considerevole asportazione dei boccioli, interessando anche rosure a carico dei frutti sin dalle prime fasi di ingrossamento fino a maturazione completa, causando un deprezzamento commerciale del prodotto, con conseguente aumento della perdita economica complessiva legata all’attività del fitofago. Attacchi di Antonomo sono stati riportati in aziende situate in diverse zone del Trentino (Drena, Valle di Sole, Val Rendena, Altipiano di Pinè). In provincia di Bolzano la superficie coltivata da piccoli frutti è piccola e si trova soprattutto ad alta quota su campi ripidi, inadatti per la coltivazione delle colture principali (meleti, vigneti), come la Val Martello, con una superficie totale di 164 ettari. La coltivazione di fragole in quell’area però è decrescente a causa della debolezza del suolo. IL Trentno A.A. è caratterizzato di una buona e fiorente produzione di piccoli frutti (foto d’arch.)

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