MOSTRE. RACCONTATA COLLEZIONE GUGGENHEIM VENEZIA

“Inizialmente poche persone venivano a Palazzo Venier dei Leoni. Ora vengono qui ancor prima di andare a Piazza San Marco” – Peggy Guggenheim. Nell’autunno del 1949 Peggy Guggenheim organizza a Palazzo Venier dei Leoni la sua prima mostra di scultura contemporanea, aprendo per la prima volta le porte della sua storica dimora al pubblico, e così continuerà a fare durante i mesi estivi dal 1951 in poi. Oggi, come allora, migliaia di amanti dell’arte, famiglie, studenti, millennials e non, collezionisti, professionisti ma anche semplici curiosi, visitano la Collezione Peggy Guggenheim, passeggiano tra le opere di Jackson Pollock, Max Ernst, Giorgio de Chirico, Vassily Kandinsky, Piet Mondrian, là, in quelle sale dove per oltre trent’anni anni ha vissuto la filantropa americana in compagnia dei suoi amati cagnolini Lasha Apso. E tra stupore e meraviglia c’è chi scatta una foto delle Bagnanti di Picasso, chi si fa un selfie seduto sull’iconico trono nel giardino delle Sculture Nasher, dove anche Peggy amava essere fotografata, chi preferisce immortalare il tramonto sul Canal Grande dalla terrazza Marino Marini, o chi ancora si sente ispirato dal verde che circonda Palazzo Venier dei Leoni. All’epoca di Peggy Guggenheim i social network non esistevano, ma oggi è anche grazie ai seguitissimi canali del museo che è possibile raccontare la vita della sua fondatrice, della Collezione, e le innumerevoli attività che la animano. Se dunque avete uno spirito social, vi invitiamo a partecipare al nostro progetto “Point of View”, che vede coinvolto l’account Instagram della Collezione Peggy Guggenheim, attraverso l’hashtag #MyPeggyGuggenheimCollection: condividete foto e video raccontandoci il vostro punto di vista sul museo, sia che ci si trovi nelle sale di Palazzo Venier dei Leoni o che si venga colti altrove da una particolare ispirazione dettata dal museo o dalla carismatica figura della mecenate. Attraverso “Point of View” vogliamo dare voce agli occhi di chi visita la Collezione, di chi la ama, e anche di chi ci lavora. Le immagini e i video più “ispirati” verranno poi pubblicati sull’account del museo. “Point of View” rientra nel programma di Public Programs La continuità di una visione, un’articolata serie di attività gratuite aperte al pubblico, che si svolgono nel corso di tutto l’anno dentro e fuori il museo, volte ad attualizzare l’insegnamento coraggioso quanto dirompente di Peggy a quarant’anni dalla sua scomparsa e a settanta dalla mostra con cui per la prima volta condivideva il suo patrimonio artistico con il pubblico.
(foto arch.)

Lascia una risposta