MOSTRE. “DONNE NELL’ARTE. DA TIZIANO A BOLDINI” A BRESCIA

La mostra “Donne nell’arte. Da Tiziano a Boldini”, in corso a Palazzo Martinengo a Brescia (fino al 7 giugno), ospita 90 opere ed è un viaggio lungo quattro secoli, dagli albori del Rinascimento fino alla Belle Époque. Ci si trova davanti ad una esplorazione del mondo femminile che dalle Sante ed eroine bibliche della prima sezione, dove e’esposta la Maddalena penitente di Tiziano Vecellio, realizzata intorno al 1565, si passa poi alla Mitologia in rosa e storia antica con il sacrificio di Cleopatra, che decise di togliersi la vita dopo il suicidio dell’amato Antonio per non consegnarsi viva nelle mani di Ottaviano, qui dipinta da Artemisia Gentileschi (Cleopatra morsa dall’aspide, 1620-1625 circa), si giunge alla bella sala dedicata ai Ritratti di donne con una selezione di dipinti eseguiti tra la seconda metà del Cinquecento e i primi del Novecento, dove sono esposte opere di Boldini (1842-1931), Hayez (1791-1882), Corcos (1859-1933). Sulla mostra di Btescia ha scritto un testo Francesca Boccaletto sul Bo live, giornale web dell’Ateneo di Padova. Al piano superiore della mostra si trova la sezione Natura morta al femminile dive si presentano opere di artiste talentuose come Margherita Caffi (1647-1710), nota per le sue composizioni di fiori, e la sala della Maternità sorprende per la profonda tenerezza rivelata nei dipinti di fine Ottocento di Cipriano Cei, Luigi Busi e Gaetano Chierici. Le sezioni dedicate al Lavoro, con l’immagine ottocentesca fissata nella grande tela La raccolta del granturco di Achille Glisenti e il bel dipinto dedicato al lago di Alleghe di Ettore Tito, e alla Vita quotidiana, dove spiccano la Sposa di Angelo Morbelli e i dipinti Pettegolezzo, Zolletta di zucchero e Rivista di moda di Federico Zandomeneghi (1841-1917), anticipano il gran finale. La mostra si conclude celebrando la bellezza libera e “moderna”: la fanciulla Con la rosa tra le labbra di Ettore Tito (1895) e quella che invece si concentra sulla sua scarpetta ed è dipinta dal padovano Lino Selvatico (1924) si mostrano poco interessate allo spettatore e sono inserite nella sezione Nudo e sensualità che si chiude con le modelle di Boldini, artista che venerava le donne e sapeva dipingerne l’eleganza ma anche svelare il corpo seducente. (pf mostra.Colpo di vento di Gaetano Bellei).

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