MOSTRE. A ILLEGIO, IN CARNIA, “PADRI E FIGLI”, CAPOLAVORI MAI VISTI IN ITALIA

La paternità riuscita, imperfetta o assente, umana e divina. È dedicato a un legame decisivo nella vita dell’uomo, alla sua crisi e alla sua riscoperta, il tema della 15/ma mostra internazionale che aprirà il 13 maggio, a Illegio (Udine), fino al 7 ottobre. Tra le sessanta opere, che provengono da Belgio, Croazia, Francia, Polonia, Russia, Spagna, Gran Bretagna, in mostra vi sono ventuno capolavori mai esposti in Italia e quattro inediti al panorama degli studiosi d’arte provenienti da collezioni private di Londra, Bruxelles e Milano. L’evento culturale si intitola “Padri e figli” ed è organizzato dal Comitato di San Floriano, promotore dal 2004 di mostre internazionali capaci di attrarre nel piccolo e antico borgo tra i monti della Carnia oltre 350 mila visitatori. Le opere più antiche sono: il Cratere apulo a colonnette raffigurante il distacco di Ettore da Andromaca e dal figlio Astianatte, da Ruvo di Puglia, come pure il gruppo scolpito con Enea, Anchise ed Ascanio, dal Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma, risalgono al 400 a.C. circa; le più recenti, “Il ritorno del figliol prodigo” di André-Jean-Bernard Monchablon e “Edipo piange sui corpi dei suoi figli” di Gabriel-Jules-Charles Girodon, sono datate rispettivamente 1903 e 1912. Illustrata alla stampa dal curatore don Alessio Geretti – presenti l’arciprete di Tolmezzo, Angelo Zanello, e il nuovo presidente del Comitato, Claudio Siciliotti – la mostra annovera tra i partner istituzionali il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, la Regione Friuli Venezia Giulia, Promoturismo FVG e l’Ente regionale patrimonio culturale (Erpac). “Attraverso un viaggio in ventiquattro secoli di storia, dal IV avanti Cristo fino al Novecento, mediteremo – ha spiegato Geretti – su cosa vuol dire diventare padre e essere figli, come riconciliarsi dopo storie tormentate di paternità imperfetta o di figliolanza convulsa e drammatica. Approfondiremo anche – ha aggiunto il curatore – come al cuore della rivelazione cristiana ci sia la scoperta di un Dio che è padre e che intende estendere a tutti coloro che si lasciano adottare la sua amorosa paternità”. Simbolo della mostra è un capolavoro noto al mondo intero, il “Laocoonte”, opera di tre maestri provenienti da Rodi, che sarà presente a Illegio attraverso una sua magistrale replica voluta dai Musei Vaticani e oggi conservata a Bilbao (Spagna). La nuova esposizione, la cui vernice è fissata per le 16.00 di domenica 13 maggio, punta a oltrepassare il record di “Amanti. Passioni umane e divine”, la mostra dello scorso anno che aveva registrato 37 mila visitatori.

Lascia una risposta