Steve McCurry è uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea, oltre che un punto di riferimento per un vasto pubblico che identifica nel suo obiettivo uno degli strumenti più infallibili per la lettura delle dinamiche del nostro tempo. Steve McCurry. Icons presenta, per la prima volta in Veneto, una selezione di oltre 100 fotografie, capace di fornire una completa rappresentazione del suo particolare stile e della sua esclusiva visione estetica. Il percorso espositivo accompagnerà il visitatore alla scoperta del suo talento, con immagini di grande impatto emotivo e di sicuro interesse.
L’esposizione ha l’ambizione di far luce sulle molteplici esperienze artistiche e di reportage del grande fotografo: a partire dai primi storici viaggi in India e poi in Afghanistan dove Steve McCurry ebbe l’opportunità di seguire i Mujaheddin al tempo della guerra contro la Russia, quando l’accesso al paese era interdetto ai visitatori occidentali. Proprio dall’Afghanistan proviene Sharbat Gula, la ragazza resa celebre dalla prima pagina del National Geographic e conosciuta dal fotografo nel campo profughi di Peshawar in Pakistan (ph).. Attraverso il suo particolare stile fotografico, Steve McCurry pone la propria attenzione sull’umanità del soggetto. Con i suoi scatti ci trasmette il volto umano che si cela in ogni angolo della terra, anche nei più drammatici. Se Henri Cartier-Bresson è stato “l’occhio del suo secolo” (il Novecento), McCurry è probabilmente il fotografo contemporaneo più incline a raccoglierne l’eredità. Grazie alla sua spiccata sensibilità, è capace infatti di penetrare in profondità dei soggetti scelti, svelando la profonda somiglianza di tutti gli individui sulla terra, al di là delle difficoltà socio-culturali. Il fotografo cerca sempre di attribuire un volto alle situazioni in cui si trova immerso da reporter, soprattutto se tali circostanze si presentano estremamente tragiche. La curiosità è il motore della sua ricerca, capace di spingerlo, fin da adolescente, ad attraversare ogni confine, fosse esso fisico, linguistico e culturale. In ogni sua foto Steve McCurry ci racconta una storia che, una volta svelata, è in grado di comunicare la complessità di un intero contesto.
Queste le parole di McCurry: “La maggior parte delle mie foto è radicata nella gente. Cerco il momento in cui si affaccia l’anima più genuina, in cui l’esperienza s’imprime sul volto di una persona. Cerco di trasmettere ciò che può essere una persona colta in un contesto più ampio che potremmo chiamare la condizione umana. Voglio trasmettere il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell’essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità.” “La città di Conegliano -afferma l’assessore alla Cultura – è onorata di accogliere un artista che attraverso l’arte della fotografia riesce a cogliere l’essenza della contemporaneità facendo in modo che la stessa diventi testimonianza di momenti storici. Ospitando queste opere la nostra città si apre ancora una volta al panorama internazionale offrendo un’opportunità di avvicinamento alla bellezza attraverso scatti fotografici che sanno cogliere l’essenza del momento. Ed è un augurio questo che l’amministrazione vuole fare alle persone che vedranno la mostra: sensibilizzare all’osservazione della fotografia di questo grande artista e riuscire a trovare la stessa “bellezza” nella quotidianità, nei volti che incrociamo e nel paesaggio che ci circonda. Per McCurry: “se sai aspettare le persone si dimenticano della tua macchina fotografica e la loro anima esce allo scoperto”, per lo stesso principio io, cari visitatori, vi auguro di riuscire a cogliere l’anima della quotidianità”. Apertura a palazzo Sarcinelli dal 23 dicembre: Info Esseci 049.663499 gestione3@studioesseci.net

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