INVESTIMENTI CINA: L’ITALIA TERZO PAESE IN EUROPA. FORUM A TRIESTE

In occasione dei lavori del convegno “The China-Italy business relationship”, organizzato al centro congressi della stazione marittima di Trieste da Fondazione Italia-Cina e Gruppo Costa Crociere, con PwC Italia – che si è svolto a 2 giorni dalla consegna a Costa Crociere di una nuova nave Fincantieri, “Costa Venezia”, progettata proprio per il mercato cinese – si è avuta ulteriore conferma sugli investimenti fatti dalla Cina sull’Italia (foto partecip.convegno). Ai lavori s’è parlato delle relazioni commerciali sull’asse Italia-Cina e le partnership strategiche quale modello di sviluppo vincente per entrambi i Paesi. Secondo i dati elaborati dalla Fondazione Italia Cina sono oltre 600 le aziende italiane a capitale cinese principalmente nei settori chiave del Made in Italy. Queste aziende generano quasi 18 miliardi di euro di fatturato e impiegano più di 30 mila dipendenti. Ma ben superiori sono le aziende cinesi a capitale italiano: oltre 2000 per un totale di 160.000 dipendenti in Cina e giro d’affari complessivo di 25 miliardi di euro. Non vanno poi sottovalutati i benefici derivanti dall’interscambio commerciale tra i due Paesi, consolidato sopra la soglia dei 50 miliardi di dollari annui e contraddistinto da un trend di crescita delle esportazioni italiane maggiore rispetto all’aumento delle importazioni dalla Cina. Secondo Andrea Manchelli, partner di PwC Italia e membro del PwC China Desk: “stanno assumendo sempre maggiore rilievo gli accordi di partnership commerciale sotto varie forme incluse le joint venture strategiche. Ne sono un esempio gli accordi siglati a novembre 2018 al China International Import Expo dove erano presenti le nostre istituzioni e quasi 200 campioni nazionali del Made in Italy. Per cogliere al meglio le grandi opportunità che offre la Cina oltre a mettere in risalto il sistema Italia è essenziale valorizzare l’esperienza e la capacità di fare squadra delle nostre eccellenze italiane che con successo stanno già lavorando in Cina”. Per Vincenzo Petrone, direttore generale Fondazione Italia Cina: “la nuova Via della Seta costituisce la sfida sistemica più ambiziosa in termini di raccordi intercontinentali, connettività euroasiatica, investimenti, produttività ed efficienza logistica. L’industria italiana ha tutte le qualità per affrontarla in maniera positiva, investendo, competendo e approfittando dei nuovi scenari economici che la Cina, la sua industria e i suoi consumatori propongono. Per far sì che le aziende italiane possano realizzare al massimo il proprio potenziale, soprattutto in un progetto che, come questo, ha il suo cuore nel Mediterraneo, occorre che il settore privato e quello pubblico agiscano in modo sinergico. Si tratta di un’occasione epocale di sviluppo per il nostro Paese.” Tra i mercati a maggiore crescita in Cina c’è quello turistico. Ad esempio, il settore crocieristico ha vissuto in un arco di tempo ravvicinato una crescita ingente e veloce.Strategico il ruolo di Costa Crociere, sbarcata per prima in assoluto nel grande Paese. Correva l’anno 2006 e l’azienda, che fa capo a Carnival Corporation, compiva con “Costa Allegra” il suo primo viaggio da Shangai. Michael Thamm, AD del Gruppo Costa e Carnival Asia, ha evidenziato: “Il mercato delle crociere in Cina ha iniziato a svilupparsi dal 2006, grazie all’arrivo di Costa. Una azienda espressione dell’eccellenza italiana che da allora ha contribuito a una notevole crescita: nel 2018 ci sono stati 2,5 milioni di cinesi in crociera. Il potenziale di sviluppo futuro è ancora enorme: i crocieristi in Cina rappresentano al momento meno del 2% dei cinesi che fanno vacanze all’estero”. Ecco allora che s’è focalizzata l’attenzione sulla nuova unità “Costa Venezia”, l’ultimo gioiello di Costa costruita da Fincantieri di Monfalcone (Gorizia). Una nave che offrirà il meglio dell’Italia alla clientela cinese, rafforzando la leadership di Costa in Cina. Rientra nel piano di espansione anche la recente partnership siglata tra Carnival e China State Shipbuilding Corporation, una delle più grandi aziende cinesi di costruzioni navali. Obiettivo: creare un nuovo brand di crociere che opererà in Cina. Thamm si è soffermato sulla joint venture siglata che ha un’importanza strategica per tutte le parti coinvolte: rafforzerà ulteriormente la presenza di Costa sul mercato, genererà un impatto economico significativo per l’Italia, con il coinvolgimento di altre realtà imprenditoriali di eccellenza quali nostri partner, ad esempio per la costruzione di nuove navi, e creerà opportunità per accrescere i legami economici fra Italia e Cina creando un ecosistema globale. Come detto, la Cina ha investito (dal 2000 al 2017) 13,7 miliardi euro; Il nostro Paese risulta al 3/o posto in Europa per destinazione delle risorse cinesi, dopo Gran Bretagna e Germania. Sono i dati della Fondazione Italia-Cina per la quale sono oltre 600 le aziende italiane a capitale cinese – principalmente nei settori chiave Made in Italy – che fatturano 18 miliardi euro e impiegano più di 30 mila persone. Oltre duemila sono le aziende cinesi a capitale italiano per 160 mila dipendenti in Cina e giro d’affari di 25 miliardi di euro. Inoltre,l’interscambio commerciale tra i due Paesi ha superato i 50 miliardi di dollari annui e vanta un trend in crescita. Dalla camera di commecio italo-cinese si è inoltre appreso che sono 39 le aziende cinesi approvate dal Ministero dell’Economia cinese per gli investimenti in Italia. La maggioranza di queste aziende proviene dalla provincia di Zhejiang (11), seguita dalle imprese della municipalità di Beijing (7) e della provincia del Jiangsu (5). I settori di attività delle imprese approvate per investimenti in Italia includono: macchinari ed utensili; immobiliare; energie rinnovabili; media e comunicazione; fashion e gioielleria.

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