IN VAL VENOSTA NON SOLO COLTIVATORI DI MELE MA ANCHE DI ALBICOCCHE ALPINE

Mele e albicocche ben si riproducono in Val Venosta; i coltivatori venostani di mele sono duemila mentre centoventi quelli di albicocche. Martin Innerhofer possiede un meleto a Ciardes, accanto al suo maso, giù in valle, mentre il coltivatore di albicocche Stephan Bachmann (foto) vive ed opera a 1.100 metri di altitudine. “I meli vanno potati”, ha spiegato il primo, mentre “gli albicocchi richiedono di essere guidati nella crescita”, ha aggiunto il secondo. Martin a fine agosto raccoglie circa trenta chili di mele per albero, mentre Stephan è soddisfatto se ne raccoglie almeno otto chili per albicocco. In agricoltura le condizioni climatiche fanno la differenza. Due filosofie a confronto: l’intervista doppia a due coltivatori venostani presso il maso Niedermairhof. Signor Bachmann, quanti alberi ci sono nel suo frutteto? Ne abbiamo 1.500. Abbiamo iniziato otto anni fa e piantato nuovi alberi ogni anno. Qui a 1.100 metri di altitudine non potrebbero mai crescere le mele, anche perché siamo esposti a nord. Le albicocche qui sono al limite, dopodiché non può crescere altro. Innerhofer si è soffermato sul suo meleto: sono circa trenta mila meli su una superficie di 8,5 ettari. In parte sono in pendenza, il resto a valle. Abbiamo anche mezzo ettaro di viti, sul lato esposto al sole, perché avere un piccolo vigneto è tipico per la Val Venosta e nel giardino di casa ho due albicocchi. Ogni fattoria in Val Venosta deve avere un albero di albicocche. Le nostre produzioni arrivano alla marmellata di albicocche venostane e alla mostanrda di mele. Innerhofer ha parlato della grandezza media delle piantagioni che in Alto Adige è di due ettari, in Val Venosta di 2,5 ettari. Bachmann, dal canto suo, ha aggiunto: sono un produttore di albicocche piuttosto grande. Basta pensare che i meli devono essere piantati a circa cinquanta centimetri di distanza l’uno dall’altro, mentre gli alberi di albicocche a una distanza di circa 2,5 metri. Gli albicocchi necessitano di tanta luce e sole, e quindi di una superficie estesa. Noi li abbiamo piantati su quasi quattro ettari di superficie. Le albicocche non maturano tutte nello stesso momento. Come detto da Bachmann nel suo terreno, le albicocche sono già colorite, ma non ancora mature. In ogni caso non si raccolgono mai tutte insieme. Andiamo in raccolta, ha precisato, circa cinque volte durante tutto il periodo, per cui dobbiamo controllare continuamente sugli alberi quali sono mature. Ecco cosa rende difficile coltivare le albicocche venostane. La specie nostrana assolutamente non va colta quando è ancora verde, perché non si potrebbe far altro che gettarla perchè manca dell’aroma. Per i due coltivatori della Val Venosta questa frutta da loro prodotta, come da altri operatori della vallata, è di qualità ma la valutazione è dei consumatori che non sono solo soltanto della provincia di Bolzano.

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