FALO’ EPIFANICI IN VENETO E FRIULI: UNA TRADIZIONE CHE SI RINNOVA MA CHE DEVE RISPETTARE CONTENIMENTO DELLO SMOG

Il falò simboleggia la stella cometa, il fuoco che propizia il nuovo raccolto e che brucia il male che c’è sulla terra. La sera del 5 gennaio, oppure il giorno dopo, quello della Befana, il rito si compie in campagna, ma è rappresentato anche nei centri. Ad Arcade si svolge quest’anno la 52^ edizione del più famoso falò della provincia di Treviso al tempo di banda e fiaccolata. Qui, la pira è alta oltre 5 metri. Falò di varie dimnensioni inoltre a Treviso, Oderzo, Motta, Mogliano, Breda, Castelfranco, Conegliano, Susegana, Revine Lago e in tanti altri comuni trevigiani ma anche veneziani come Jesolo, Scorzè, Meolo, Concordia Sagittaria e Noventa di Piave, Noale e Caorle. Spettacolari sono i falò in Piazza Bra a Verona, Villafranca e Garda o in Prato della Valle a Padova, a Forno di Zoldo nel bellunese e a Rovigo. Ma i falò dell’Epifania sono inquinanti come i fuochi d’artificio e i barbecue. Sopravvissuta nei secoli, la tradizione dei falò, i cosiddetti pan e vin, o pignarùl o piroaea o burièl o casera, legati a tradizioni locali per un unico rito, quello del fuoco distruttore e protettore, è a rischio a causa dell’inquinamento atmosferico, anche se in questi giorni lo smog ha cominciato a dare una tregua i valori di qualità dell’aria sono accettabili. Il nuovo sistema regionale di allerta per la qualità dell’aria prevede che le Amministrazioni Comunali impongano il divieto assoluto per qualsiasi tipologia di combustioni all’aperto inclusi falò rituali nel caso di superamento dei livelli di PM10. L’ARPAV (agenzia per l’ambiente del Veneto) ha informato se sarà possibile ritenere autorizzati i panevin previsti per la sera di sabato 5 gennaio che hanno presentato le dovute comunicazioni. Scattano quindi le misure di contenimento delle amministrazioni comunali. L’accensione dei falò dovrà avvenire nel rispetto delle normative di legge, con la garanzia della sicurezza dei cittadini e dell’ambiente, evitando ogni danno e in particolare dovrà essere inoltrata al Comune apposita segnalazione certificata per accensione del falò tradizionale e dovranno essere rispettate le prescrizioni previste (ad esempio sarà vietata l’accensione dei fuochi in presenza di vento forte/bora e in caso di allerta ROSSA segnalata dall’ARPAV). Andrà mantenuta la distanza minima tra il falò e le abitazioni e durante l’accensione e la durata dei falò, deve essere presente un numero adeguato di operatori e responsabili per garantire l’incolumità delle persone ed il pronto intervento nel caso il fuoco si propaghi utilizzando presidi antincendio come estintori portatili. (nella foto: immagine dello scorso 2017, archivio). E così la magia si ripete e vince su tutto, anche sullo smog e attorno ai falò si potrà anche quest’anno sorseggiare il vin brûlé e trarre pronostici dalla direzione che prenderanno le faville dal rogo della legna e ramaglie: “Faive a ponente panoce gnente, faive a levante panoce tante”! E nel rispetto delle normative antismog locali, tutti i falò saranno spenti entro la mezzanotte. (ODM)

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