DUE MLN PER SALVAGUARDARE LE DUNE DEL LITORALE VENETO

“ReDune” è il progetto finalizzato alla salvaguardia delle dune del litorale veneto, che sarà realizzato dall’Università di Ca’Foscari con finanziamenti dell’Unione Europea (programma LIFE Natura) e della Regione. Poi però i soggetti attuatori dovranno dar vita ad una gestione di continuità responsabile, altrimenti gli sforzi, fatti con risorse pubbiche, saranno nuovamente erosi dalla natura e quindi buttati al vento. Il costo dell’operazione “ReDune” è di 2 milioni di euro e i lavori dureranno quattro anni e mezzo. Gli altri partner del progetto sono l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario (Veneto Agricultura), European Project Consulting e la cooperativa SELC.Per difendere e rinnovare tre chilometri di questa barriera naturale che funge da protezione dell’entroterra costiero, saranno piantate 150 mila piante e saranno realizzati un chilometro di passerelle e dieci di recinzioni: un’azione condotta da scienziati ed esperti attraverso il coordinamento tra Università, Regione, Comuni di San Michele al Tagliamento (Bibione), Caorle, Eraclea, Jesolo e Cavallino-Treporti e i consorzi turistici e stabilimenti balneari.
“E’ un’iniziativa di grande pregio naturalistico e ambientale ma anche di enorme importanza per la tutela di uno degli ambiti più preziosi del nostro turismo – sottolinea l’assessore regionale al territorio e ai parchi –, un turismo che non solo a parole, ma con i fatti, cerchiamo di rendere sempre più sostenibile e meno impattante, affinché questa risorsa possa conservarsi e valorizzarsi nel tempo. I primi ad avere un beneficio dal ripristino del sistema dunale quale difesa naturale dalle mareggiate e dall’erosione delle spiagge – ha aggiunto l’assessore veneto – sono proprio gli imprenditori che operano lungo la costa. Grazie a questo progetto, con la rinaturalizzazione degli habitat, saranno ‘ricuciti’ quegli strappi tra duna e duna provocati dall’incessante passaggio dei fruitori dell’arenile, che rappresentano un pericolo in caso di invasione dell’acqua dal mare”.

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