DIGHE MOBILI SALVAGUARDIA VENEZIA. DA REGIONE: SISTEMA VA COMPLETATO PRIMA POSSIBILE

“Il Mose è un’opera dello Stato in Veneto e va completata prima possibile, presto e bene, nel rispetto e a tutela della ventina di imprese e circa 150 lavoratori che stanno aspettando il via libera alla conclusione dei lavori”. Ad affermarlo l’assessore regionale allo sviluppo economico ed energia Roberto Marcato, intervenuto a Venezia in un convegno promosso da Kostruttiva, in rappresentanza delle PMI che operano nei cantieri del Mose. L’occasione per chiarire le posizioni della Regione sul tema del completamento dell’opera per la salvaguardia di Venezia e della Laguna. “Voglio ribadire ancora una volta che i costi di gestione e manutenzione del Mose devono essere tutti a carico dello Stato – sottolinea Marcato – la proposta di compartecipazione alla spesa del ministro Toninelli è quindi del tutto irricevibile.” “Siamo convinti sia necessaria una Authority con la Regione del Veneto come ente capofila – ha proseguto l’assessore regionale – con il coinvolgimento della città metropolitana di Venezia, del Comune di Venezia e dei ministeri di ambiente e infrastrutture, competenti in materia. Quel che è certo che l’Authority deve avere pieni poteri e capacità di decidere, semplificando ogni genere di funzione e gli iter farraginosi ai quali abbiamo assistito fino ad oggi, con continue sovrapposizioni di enti.” Marcato ha evidenziato che se il Veneto potesse usufruire dell’autonomia molti problemi sarebbero risolti. “Con l’autonomia non dovremmo aspettare nessuno – chiarisce – ad esempio, il Comitatone potrebbe essere svolto qui in Veneto con capacità decisionali. L’esponente regionale
ha posto in risalto un aspetto che la Regione ritiene essenziale. “Per noi è massima l’attenzione alle imprese che operano nel Mose – ha concluso Marcato – sono aziende superspecializzate senza le quali non sarebbe ipotizzabile concludere i cantieri. È necessario concludere l’opera e così da assicurare i flussi di cassa a garanzia di imprese e lavoratori. Esiste il rischio non remoto che queste aziende, una ventina per un totale di circa 150 addetti, nell’attesa di decisioni dall’alto falliscano. I soldi ci sono ed il Mose va completato. La responsabilità di permettere che tutto si concluda presto e bene è in capo allo Stato, dal quale ci aspettiamo rapide decisioni.” (foto arch.).

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