DA ALTOPIANO DI ASIAGO ALBERO DI NATALE A SAN PIETRO E ALTRE ISTITUZIONI

Preferire un albero naturale per le festività natalizie è sempre un comportamento più sostenibile rispetto all’acquisto di uno in plastica. E’quanto sostiene in una nota il PEFC Italia, l’ente normatore della certificazione della buona gestione del patrimonio forestale.
Le emissioni di produzione e smaltimento di un albero in plastica sono infatti pari a 4 volte quelle di un albero vero e ad incidere maggiormente è il trasporto, che mette in luce l’importanza di acquistare alberi e prodotti legnosi che provengano da una filiera corta e locale. Dal Vaticano a Finale Emilia: gli alberi di Natale certificati abbelliscono le città.
A dare l’esempio, tra gli altri, Piazza San Pietro, il Quirinale, la Camera dei Deputati e il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali che festeggeranno il Natale in maniera sostenibile e certificata: hanno infatti scelto di abbellirsi con alberi di Natale provenienti da boschi e foreste certificati PEFC. Ad esempio, l’albero del Vaticano arriva quest’anno dall’Altopiano di Asiago: alto 26 metri e pesante 52 quintali, con diametro di 70 centimetri alla base è stato donato insieme a una ventina di alberi più piccoli dal Consorzio di usi civici di Rotzo-Pedescala e San Pietro (Vicenza). “L’albero proviene da un bosco certificato PEFC, scelto in modo da diradare e garantire la continuità e l’equilibrio del bosco. Il gesto da parte di questa comunità acquista ancora più valore poiché l’albero proviene dalle operazioni di sistemazione di una zona colpita lo scorso anno dalla Tempesta Vaia”, ha spiegato Antonio Brunori. Inoltre, due abeti rossi della zona del Pian del Cansiglio (BL-TV) certificata PEFC saranno invece protagonisti del Natale della cittadina emiliana di Finale Emilia (MO), quale segno della collaborazione tra la Regione Veneto, Veneto Agricoltura, la Società San Marco e il Comune emiliano sorta per dare una risposta concreta ai danni causati nell’autunno del 2018 dalla tempesta Vaia nel Bosco dei Dogi, gestito dall’Agenzia regionale. Il trasporto degli alberi è stato gestito dalla Società San Marco, realtà emiliana che produce energia e che ha acquistato una quantità importante di piante schiantate provenienti sia dall’Altopiano di Asiago che proprio dal Bosco del Cansiglio. Gli abeti non solo ricorderanno alla comunità emiliana il Natale in arrivo ma anche, con lo stesso spirito, l’abbraccio tra le due Regioni nel nome di una importante collaborazione. Concluse le feste, gli alberi recisi e quelli in vaso che non si vogliono mantenere per gli anni successivi, dovranno poi essere smaltiti in modo corretto, portandoli nelle isole ecologiche: in questo modo saranno trasformati in compost utile alla crescita di nuove piante. Ripiantare gli alberi dei vasi in bosco potrebbe non essere, invece, la scelta migliore. Collocarli in boschi significa creare potenziali problemi ecologici (l’abete non fa parte dei boschi naturali di pianura/collina) e di inquinamento genetico (non possiamo conoscere il patrimonio o le malattie dell’albero). Meglio quindi scegliere, ove possibile, il proprio giardino di casa; ma attenzione, le piante sempreverdi hanno radici molto superficiali e quindi potrebbero diventare un pericolo se crescessero troppo in alto. PEFC Italia è un’associazione senza fini di lucro che costituisce l’organo di governo nazionale del sistema di certificazione PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), cioè il Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale. Il PEFC è un’iniziativa internazionale basata su una larga intesa delle parti interessate all’implementazione della gestione forestale sostenibile a livello nazionale e regionale. Una nota puntualizza che partecipano allo sviluppo del PEFC i rappresentanti dei proprietari forestali e dei pioppeti, organizzazioni ambientaliste, dei consumatori finali, degli utilizzatori, dei liberi professionisti, della ricerca, del mondo dell’industria del legno e dell’artigianato. Tra i suoi obiettivi da segnalare quello di migliorare l’immagine della selvicoltura e della filiera foresta–legno-carta, fornendo di fatto uno strumento di mercato che consenta di commercializzare legno, carta e prodotti della foresta derivanti da boschi e impianti gestiti in modo sostenibile.(foto arch.e Vicenza to day,Gazzettino, Avvenire,altri media).

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