CULTURA. FESTIVAL “PORDENONELEGGE” 2021

Finalissima di “Pordenonelegge” 2021 – in 5 gg. 400 ospiti – con due anteprime internazionali assolute. Peter Cameron, il romanziere statunitense dallo stile raffinato e graffiante, presenta in anteprima a pordenonelegge il nuovo romanzo, “Anno bisestile” (Adelphi), una storia che ci riporta nella Soho dei suoi esordi. Cameron, in collegamento dagli Usa, sarà in dialogo con Masolino D’Amico. Dalla narrativa alla saggistica: al festival domenica 19 farà tappa; in presenza il genetista e biochimico inglese Kevin Davies per una presentazione, quella di “Riscrivere l’umanità”, edito Raffaello Cortina. In dialogo con Simona Regina, l’autore si chiederà cosa accade correggendo e modificando il Dna, guidandoci nei meandri del CRISPR, un sistema di editing genetico la cui scoperta è valsa a Charpentier e Doudna il Nobel per la chimica 2020. Tante le anteprime e novità letterarie italiane fresche di stampa. Intorno all’uomo indaga anche lo psichiatra Vittorino Andreoli con “L’origine della coscienza” (Solferino): un saggio per ricordarci che l’uomo è ancora «un grande sconosciuto» e la sua coscienza è il più difficile interrogativo che la scienza sta affrontando (ore 16 Piazza San Marco e in differita su pnlegge TV alle ore 19).Uno sguardo aperto sul nostro tempo, ma soprattutto su quello che verrà, è quello dell’agroeconomista Andrea Segrè che, in tandem con la ricercatrice Ilaria Pertot, firma per Edizioni Ambiente “… e poi? Il libro del futuro”, un racconto che mixa fiction e impegno per lo sviluppo sostenibile, e che soprattutto inaugura in Italia un nuovo approccio della scrittura, grazie all’esercizio di crowd foresight (previsione collettiva) e crowd writing (scrittura collettiva), condivisi dagli autori con centinaia di lettori che hanno contribuito al finale del libro. Gli autori sfoglieranno il libro con Gian Mario Villalta, alle ore 11 Spazio Gabelli. “Pordenonelegge” celebra alla sua conclusione Mario Rigoni Stern nel centenario dalla nascita con tre autori ‘di montagna’: Paolo Cognetti, Enrico Brizzi e Giuseppe Mendicino. Coordinati da Lorenzo Carpanè, i tre scrittori ricorderanno vita e opere del grande autore de Il sergente nella neve a cento anni dalla nascita, alle 17.30 nello Spazio Ellero. E domani, al PalaPAFF , attesissima la presentazione dell’autobiografia di Milo Manara: “A figura intera” (Feltrinelli). Un viaggio nel quale Manara si racconta fra arte e vita, in dialogo con Claudio Curcio e Luca Raffaelli. L’infanzia e la gioventù, l’amore per il disegno e il travolgente incontro con il fumetto, gli insegnamenti e l’amicizia con Hugo Pratt, il “Maestro”. E l’affermazione come autore ammirato in tutto il mondo, anche grazie alla raffigurazione di un corpo femminile entrata nell’immaginario collettivo. Ma al festival anche l’Afghanistan entra nel festival con la presentazione del libro “Ultimi respiri a Kabul. Tra la neve bianca e i lupi neri”, del giovane autore Fawad e Raufi, che risiede adesso in Italia. Lo sfoglierà con il presidente di Fondazione Pordenonelegge Michelangelo Agrusti e con il giornalista Giuseppe Ragogna alle 20.30 nello Spazio Gabelli. La guerra, gli attentati, le mine. Chi nasce in Afghanistan non può scegliersi altri compagni di viaggio e perciò deve imparare a conviverci. Così ha fatto anche Fawad e Raufi fino alla decisione – tormentata e sofferta – di lasciare la sua Kabul. (ph logo festival arch.).

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