CORONAVIRUS. SILENZIO, PARLA VENEZIA

Un silenzio surreale avvolge il centro storico in queste lunghe ed interminabili giornate al tempo del COVID-19. Cerco di rimanere a casa il più possibile ed uscire solo per necessità o per fare qualche raro scatto per documentare un reportage per la casa editrice con la quale collaboro. Ho avuto la fortuna di nascere in una città unica al mondo, ma è solo adesso che rimango incantata dal suo fascino, dalla sua luce, dai colori sempre più brillanti di questa primavera inoltrata, ed è proprio bello guardarla facendosi accarezzare dal vento. Vedo colombi e “cocai” sempre più spaventati da enormi gabbiani affamati, sento le onde infrangersi sul pontone dell’approdo del vaporetto e sui rimorchiatori. Pur sapendo in cuor mio che Venezia si deve assolutamente rialzare ne approfitto per perdermi in questa silenziosa meraviglia delle meraviglie, che sembra riposare, dopo decenni di frenesia, perché affondata da un turismo di massa e anche tanti maltrattamenti. I pensieri si accavallano. Lungo calli e campi mi accorgo che non sento più la frenesia di giovani che scalpitano per andare a lezione perché in ritardo, non sento più i tacchi di chi camminandp si appresta per andare al lavoro, non vedo più ruote di valigie sbattere con forza sui masegni, non ci sono le voci dei più piccoli che accompagnati dai genitori devono andare a scuola. Basta proprio poco, a volte, per essere sommersi dai pensieri. Venezia, come qualcuno ha detto al tg, non è spettrale. La nostra città, come tante altre, sta riposando ed è in attesa di rinascere. La scorsa settimana ero andata a fare la spesa al supermercato e non nascondo di essere stata una decina di minuti a guardare l’orizzonte, dalle Zattere verso Porto Marghera. E’ stato piacevole perdersi in quella lingua di fuoco, un tramonto bellissimo che con piacere condivido con voi. Clicca il video nel post, guarda i colori di questo stupendo orizzonte, ascolta la natura, ama Venezia e da adesso prova ad immaginare come dovrà essere il suo futuro.(ph e testo di Federica Repetto)

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