CHIESA CATTOLICA. IN GIUGNO SI ONORANO ALTRI SANTI FAMOSI

Nel mese di giugno ricorre l’anniversario anche di altri Santi, assai noti e che hanno molti devoti. Tra gli altri, dopo Sant’Antonio da Padova del 13 giugno, la Chiesa onora il 21 giugno San Luigi, nato nel 1568 e morto a soli 23 anni, primogenito del marchese Ferrante Gonzaga, signore di Castiglione delle Stiviere (Mantova). Rinunciò alla carriera militare, al titolo nobiliare e all’eredità in favore del fratello e si fece gesuita, abbandonando tutto per prodigarsi ad assistere i bisognosi, gli umili e gli ammalati. Ricevette a 12 anni la prima comunione da San Carlo Borromeo. Morì per aiutare gli appestati. San Luigi (che ha donato la sua giovinezza alla castità) è il protettore degli studenti e dei giovani, per le doti che illuminarono la sua breve esistenza e che fungono ancor oggi da esempio. E’ sepolto a Roma nella chiesa di Sant’Ignazio di Campo Marzio. La festa di San Giovanni viene celebrata in due date: il 24 giugno e il 29 agosto. È l’unico Santo, insieme alla Vergine Maria, del quale si celebra anche la nascita oltre alla morte. Giovanni Battista, figlio di Zaccaria e di Elisabetta, fu generato quando i genitori erano in tarda età; la sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l’opera di Gesù Cristo. Il culto di San Giovanni Battista si diffuse prestissimo in tutta la Cristianità; molte città ne presero il nome e numerose chiese sono a lui intitolate. È il Santo più raffigurato nell’arte di tutti i secoli. Secondo la tradizione morì come Gesù all’età di 33 anni. La sua nascita ricorre il 24 giugno, data del solstizio di estate, nella quale il sole è all’apogeo e per pertanto i riti legati a questo giorno hanno analogie con quelli pagani connessi all’inizio di ogni ciclo stagionale. Complementare a questa consuetudine è quella di San Giovanni Evangelista, la cui festa ricorre il giorno del solstizio d’inverno. La rugiada della notte di San Giovanni pare abbia delle proprietà benefiche sulle piante ed altri benefici miracolosi. A Venezia e in altri luoghi si usava cercare in quella notte pronostici sul futuro, in particolare sul matrimonio; nel veronese, in Val d’Illasi, si raccoglievano le erbe medicinali e si lasciavano nella notte i panni fuori per farli impregnare della rugiada prodigiosa e per renderli immuni alle tarme. Le talee di geranio piantate in questo giorno attecchiscono ancor oggi in qualsiasi condizione, anche legate a un albero, e ci si potrà bagnare con la rugiada per cacciare il male agli occhi per tutto l’anno. Il 29 giugno si festeggiano San Pietro e Paolo. Questi apostoli sigillarono con il martirio a Roma, verso l’anno 67, la loro testimonianza a Cristo. Pietro (nato a Betsaida, in Galilea) era un pescatore di Cafarnao. Fratello di Andrea, divenne apostolo di Gesù e fu scelto a fondamento della Chiesa. Molto diversa è la vicenda umana e spirituale di Saulo, in seguito Paolo, che nacque a Tarso, capitale della Cilicia, nei primissimi anni dell’era volgare. Inflessibile e spietato contro i Cristiani, improvvisamente incontrò Cristo sulla via tra Gerusalemme e Damasco. È il più grande missionario di tutti tempi, l’avvocato dei pagani, l’apostolo delle genti, colui che insieme a Pietro fece risuonare il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo. Due personaggi profondamente diversi, come diversi furono i loro modi di incontro e relazione con Gesù, che oggi la Chiesa celebra insieme quali pilastri fondamentali della fede cristiana. Quella odierna è una solennità antichissima, che a Roma esisteva ancora prima del Natale, già nel IV secolo. Pare che la morte dei due apostoli non fosse avvenuta il 29 giugno del 67 o comunque che i due Santi non siano stati contemporaneamente martirizzati in quel giorno. In realtà, tale data sembra legata all’antica festività romana del Quirino, festa che celebrava i due gemelli Remo e Romolo. I Santi Pietro e Paolo sono i patroni di Roma e, per questo, da sempre nella capitale è giorno di festa e chiusura degli uffici. Sant’Antonio, San Giovanni e San Pietro in certe zone sono detti anche “i tre marcanti delle tempeste” in analogia ai “mercanti della neve” che si celebrano a gennaio (San Mauro, Sant’Antonio Abate e San Sebastiano). Sant’Antonio viene invocato contro le calamità naturali, i fulmini ed i temporali. Seguendo il detto “Se piove a San Gioan, piove tutto l’an” si può pronosticare l’andamento del tempo e scongiurare la siccità. Ed è noto che la suocera (o la mamma) di San Pietro, una donna che la tradizione ci presenta come avara e piena di difetti, qualche giorno prima oppure dopo il 29 giugno fa sentire il suo caratteraccio, con acquazzoni e temporali. (ODM)

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