Un tavolo tecnico sulla crisi delle aree di confine da parte della Regione Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo è quello di proporre una serie di aggiornamenti alla legislazione nazionale sulle “Zone Franche Urbane”, uno strumento che potrebbe fornire una risposta ai problemi della fascia confinaria regionale, che subisce la concorrenza di sistemi fiscali più vantaggiosi come quelli di Austria e Slovenia. Su questo tema c’è stata riunione a Trieste con l’assessore regionale alle finanze Sandra Savino e i rappresentanti dei Comuni interessati: Tarvisio, Cividale del Friuli, Trieste, Gorizia e Monfalcone. “In questi territori – ha spiegato l’assessore Savino – si riscontrano fenomeni di disagio sociale ed economico, a causa della concorrenza degli Stati confinanti. Istituire una ‘zona franca’ potrebbe perciò promuoverne il rilancio, invertendo nello stesso tempo la tendenza all’emigrazione, sia dei residenti che delle imprese”. Alla riunione erano presenti alcuni sindaci, e in particolare quello di Tarvisio Renato Carlantoni, il territorio più colpito in questi ultimi anni da un notevole calo di abitanti ed imprese. Già c’è stato su questo problema un incontro di approfondimento promosso dal Comune di Tarvisio al ministero degli Affari esteri, presenti in quella occasione l’Amministrazione regionale e gli altri ministeri interessati (Finanze con l’Agenzia delle Dogane, Sviluppo economico, Infrastrutture), che ha permesso di avviare un primo confronto tra autorità locali e amministrazione centrale. Come è stato ricordato durante la riunione nella sede della Regione che il ministero degli Affari esteri e l’Agenzia delle Dogane hanno prospettato la possibilità di istituire, nel rispetto delle regole comunitarie, delle “Zone Franche Urbane” (ZFU), di dimensione minima prestabilita, dove possono essere previsti vantaggi fiscali per la creazione di piccole e micro imprese. Uno strumento del genere è stato per esempio esteso ai Comuni dell’Abruzzo colpiti dal terremoto. E’ tata data conferma da parte dell’ass.Savino che il Friuli Venezia Giulia proporrà al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) una revisione dei criteri per individuare e selezionare le “Zone Franche Urbane” sulla base di “parametri socio economici rappresentativi dei fenomeni di degrado urbano e sociale”, in modo che le ZFU possano essere estese anche a territori di confine come quelli del Friuli Venezia Giulia. Come noto sul tema delle zone franche è stato presentato al Senato un disegno di legge su “Istituzione di zone franche nella aree di confine con la Repubblica di Slovenia e la Repubblica d’Austria” e alla Camera c’è una proposta di legge su “Istituzione delle zone franche del Brennero e di Tarvisio”.

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