Non sempre le liberalizzazioni hanno portato dei vantaggi economici ai consumatori finali. Questo è emerso in uno studio della Cgia di Mestre. Ad esempio, il caso della Gran Bretagna è emblematico: questo Paese è il più “liberalizzato” d’Europa, sia per il settore del gas, sia per quello dell’energia elettrica. Nonostante questo, gli incrementi di prezzo registrati negli ultimi 6 anni non hanno avuto eguali in tutta Europa. Nel caso del gas la variazione è stata del +98,4%, quella dell’energia elettrica del +65%. Tuttavia, va riconosciuto che i prezzi di questi prodotti energetici applicati ai britannici sono tra i più bassi d’Europa. Va meno bene la situazione dell’acqua, dove pur essendo il Paese più “liberalizzato” d’Europa, la Gran Bretagna è al secondo posto per il livello più elevato di crescita dei prezzi (+34,7% tra il 2005 ed il 2011), anche se va segnalato, aggiunge una nota della Cgia, che il prezzo per metro cubo applicato agli inglesi (anno 2007, ultimo disponibile) è il più caro tra i paesi presi in esame. Altro esempio riportato è nei servizi postali, l’Olanda, Paese con la maggiore apertura di questo mercato, ha conseguito un incremento delle tariffe del +22,4%. Solo Gran Bretagna (+60,4%) e la Spagna (+25,3%) hanno fatto peggio. L’indagine della CGIA è proseguita analizzando l’andamento del prezzo dei servizi finanziari. In questo caso, almeno per quanto riguarda l’andamento dei prezzi registrato negli ultimi anni, la Svizzera, pur essendo il Paese più deregolamentato d’Europa, registrata un aumento dei costi dei conti correnti, dei bancomat, delle commissioni, etc., pari al +11,8%: una “impennata” che è stata tra le più alte d’Europa. Per i treni, invece, una maggiore apertura del mercato ha consentito alla Svezia, dove c’è una crescita del prezzo dei biglietti più contenuta di tutti (+5,1%), pur segnando un prezzo base del ticket abbastanza modesto. Diversa, invece, la situazione per i trasporti locali (bus, tram, metro). In Gran Bretagna, Paese più liberalizzato d’Europa, la variazione di prezzo è stata tra le più elevate e, ancor oggi, il biglietto di sola andata per un tragitto di circa 10 km è il più alto d’Europa. Nel trasporto aereo, infine, l’Irlanda ha dimostrato di essere tra i paesi più virtuosi. Pur essendo il paese più liberalizzato d’Europa, l’aumento dei prezzi dei biglietti è stato del +14,3%. L’Italia (+0,5%) e la Svizzera (-20,9%) hanno comunque ottenuto dei risultati migliori. Dopo questa analisi su quel che hanno prodotto le liberaliuzzazioni in alcuni paesi europei, ha fatto una puntualizzazione Giuseppe Boretolussi che in Cgia è il segretario generale. “Questi dati ci dimostrano che le liberalizzazioni – ha messo in risalto Bortolussi – non sempre hanno contribuito a migliorare il mercato e ad abbassare i prezzi agli utenti finali. Per questo è necessario che l’azione di deregolamentazione che il Governo si appresta ad avviare sia costantemente monitorata, al fine di evitare che i vantaggi di queste operazioni ricadano solo su una piccola parte di grandi aziende coinvolte in questi settori”.

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