MOBILE-ARREDO: CONCLUSA RASSEGNA “ABITARE IL TEMPO” A VERONAFIERA CON MOLTI VISITATORI PROFESSIONALI

Come per ogni evento che si conclude i promotori fanno il bilancio: per “Abitare il tempo”, edizione 2011, è stato ottimo per una serie di offerte e proposte e per il nuovo format. Un grande convegno inaugurale, 40 seminari tenuti dai più autorevoli esperti di settore, una tavola rotonda dedicata alle relazioni fra negozi indipendenti e grande distribuzione, quattro grandi sale allestite nei padiglioni, 200 espositrici che puntavano a fare networking con i rivenditori specializzati, 50 grandi marchi del design presenti attraverso gli eventi, quasi tutti pensati per dare e ai visitatori: questi gli chiave della manifestazione che, più che mostrare prodotti, ha inteso rispondere alle domande di un mercato in evoluzione, programmandone le prospettive future, con lo spirito positivo di chi vuole trovare delle soluzioni, rimettendosi in gioco. Il mondo dell’arredamento e del ha risposto quindi con entusiasmo all’ proposta di Abitare il Tempo 100% Project 2011 per ricominciare a crescere condividendo informazioni, prassi, relazioni eccellenti, creando equilibrate e innovative reti di imprese di produzione, distribuzione e servizi, in grado di creare valore anche nei momenti di crisi. “La nuova Abitare il Tempo 100% Project – ha l’art director della manifestazione, Giulio Cappellini – ha avuto successo perché ha compreso il reale andamento del mercato dell’arredamento di oggi, con consumatori che amano mescolare stili, tipologie di prodotto, canali di acquisto per costruirsi una casa che sempre più e sempre meglio risponda alla che hanno di se stessi. Chi produce e chi vende ha quindi l’obbligo, e l’interesse, di ascoltare il mercato e di dargli risposte puntuali, efficaci e coerenti”. Entusiasta anche , il designer che ha ideato e realizzato i grandi portali d’ingresso di Abitare il Tempo 100% Project, dedicati a l “fare economia facendo economia”, sei di business ecologico e sostenibile, legati alla natura e alla socializzazione, ai nuovi trend sociodemografici e alle nuove tendenze dei consumi. Per quanto riguarda la mostra Cibic dice: «Mi è piaciuto molto il modo in cui si sono presentati i grandi marchi del design e del , in un contesto incredibilmente elegante, il cui valore aggiunto è stata la sinergia, con un valore complessivo superiore ai valori delle singole esperienze e delle singole proposte; a Verona si è confermato ancora una volta che l’energia nasce dal fatto di mettere insieme il diverso, con di differente ispirazione, livello, organizzazione, che pure hanno formato un tutt’uno coerente di ”. Piena soddisfazione esprime Enrico Tricarico, direttore mercato Italia del Gruppo Poltrona Frau, che ha creduto dal primo momento nel di Veronafiere, prendendovi parte con entusiasmo con i suoi marchi più prestigiosi (Cappellini, Cassina, Poltrona Frau): «Abbiamo compreso subito – dice Tricarico – che essere in questo contesto, ed esserci da protagonisti, era molto importante. L’affluenza di operatori specializzati in questi giorni rafforza questo giudizio. In questo contesto tutto ha funzionato al meglio, a partire dall’eccellente intervento di Giulio Cappellini, per finire a un risultato complessivo che si è rivelato superiore anche rispetto alle nostre già elevate aspettative”. Dello stesso avviso anche i grandi gruppi industriali del nordest, forti esportatori, che avevano vitale necessità di rilanciare la loro presenza sui mercati esteri. «Abbiamo aderito alla manifestazione con entusiasmo – spiega Flavio Polesello (Gruppo Atma) – presentando non singoli prodotti ma, attraverso la partecipazione di tutte le società del Gruppo, un intero sistema di arredo, con coordinati sia per stile – classico, moderno, design – sia per materiale, colore, locali della casa. Abbiamo ricevuto la visita di molti importanti e nuovi operatori internazionali e abbiamo realizzato contatti e contratti importanti anche su nuovi mercati, come Singapore”. «Questa fiera non è nata per vendere alcuni mobili – esordisce Igino Altinier, della direzione commerciale del Gruppo Sangiacomo – ma per fondare un evento di tipo nuovo. E’ questa l’idea cui abbiamo aderito e alla quale hanno aderito anche molti importanti clienti che abbiamo incontrato in questi giorni. Qualcuno è venuto a trovarci solo oggi perché ieri, pur avendo trascorso l’intera giornata in fiera, è passato da un workshop all’altro, utilizzando l’intera offerta formativa che la mostra gli metteva a disposizione”. Giordana Marchetti (Marchetti mobilificio d’arte) è “figlia d’arte” di nome e di fatto, disegna i pezzi più pregiati dei suoi prodotti per cucina ed è entusiasta della nuova esperienza. «Si sente che Abitare il Tempo 100% Project è una mostra diversa, piena di voglia di innovazione. Speriamo che sia l’inizio di un nuovo modo di comunicare, un nuovo feeling fra gli attori della filiera e con il mercato. Il momento è difficile però in giro c’è una bella aria frizzante. C’è stato spazio anche per i piccoli eccellenti, come Stefano Navarini (Navarini rame) che ha illustrato la sua posizione: “abbiamo avuto la possibilità di proporre i nostri prodotti a un pubblico diverso da quello tradizionale, più vasto e internazionale. Qui abbiamo incontrato solo visitatori di livello medio e medio-alto, e sono stati ricevuti ordini anche importanti. Certamente ci siamo presentati a Verona con grandi novità tecniche e di design; abbiamo incontrato nuovi clienti esteri, soprattutto russi e ucraini e con loro aperto nuovi mercati.




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