Convegno di studi a Brno (Moravia) il 28 settembre su “L’alba dell’Europa liberale: la trama internazionale delle cospirazioni risorgimentali”, organizzato dall’Archivio di Stato di Rovigo e dall’ Associazione culturale Minelliana, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (Cariparo), in programma alla fortezza dello Spielberg. Fa parte delle iniziative promosse dal Consiglio regionale del Veneto nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, assume una particolare importanza, soprattutto per la sua valenza internazionale. il Convegno di Studi “L’alba dell’Europa liberale: la trama internazionale delle cospirazioni risorgimentali”, proposto ed organizzato dall’Archivio di Stato di Rovigo e dalla Associazione culturale Minelliana del capoluogo polesano, con il sostegno della Fondazione Cassa risparmio di Padova e Rovigo. L’iniziativa, alla quale hanno collaborato l’Istituto italiano di cultura di Praga, la direzione del Museo dello Spielberg, ed alcuni Istituti universitari della Repubblica Ceca e dell’Ungheria, è stata presentata a Venezia dal presidente del Consiglio regionale veneto Clodovaldo Ruffato, dal direttore dell’Archivo di Stato di Rovigo Luigi Contegiacomo e dal direttore della Minelliana Mario Cavriani. “Il convegno – hanno detto Contegiacomo e Cavriani – conclude la prima fase di un ambizioso progetto di rilancio storiografico sul piano europeo del fenomeno “carbonaro” che è partito da una complessa opera di digitalizzazione e microfilmatura di 50 mila documenti (10 mila conservati presso l’Archivio di Stato di Milano, 40.000 presso gli Archivi di polizia, del carcere dello Spielberg e del Governatorato di Moravia e Slesia), in seguito raccolti in versione cartacea nel volume “Spielberg, documentazione sui detenuti politici italiani 1822-1859″. Volume (nella foto) curato dallo stesso Contegiacomo, con la collaborazione di Hubert Gasser, Harald Toniatti e Simone Viscicola, ed edito dalla Minelliana. Il convegno avrà una introduzione di rapppresentanza, con il sindaco di Brno Roman Onderka, il presidente del Consiglio regionale veneto Clodovaldo Ruffato, il presidente del Consiglio della Regione della Moravia del Sud Michal Hasek, l’ambasciatore d’Italia a Praga Pasquale D’Avino, il vicepresidente della Fondazione Cariparo Sandro Fioravanti, il direttore del Museo della città di Brno Pavel Ciprian.Seguiranno le due sessioni di lavori, la prima coordinata da Pavel, la seconda dal professor Francesco Leoncini dell’Università di Venezia. Il tema “carbonaro” sarà trattato sotto diverse angolature e da studiosi di altissimo livello di Università italiane e straniere. Francesco Leoncini (Università di Venezia), parlerà dell’emergere dell’autocoscienza nazionale nell’Europa centrale; Giuseppe Monsagrati, dell’Università La Sapienza di Roma tratterà il tema: carbonari e mazziniani italiani; Antoni Cetnarowicz (Università Jaghellonica di Cracovia) parlerà dei movimenti nazionali degli slavi del sud nel periodo del risorgimento; Simone Visciola, dell’Università di Firenze, tratterà della bibliografia delle società segrete in Europa; Michal Chvojka, dell’Università di Cirillo e Metodio di Trnava, affronterà il tema della “repressione austriaca dei movimenti rivoluzionari della prima metà del secolo XIX; Pavel Balcarek (Archivio della regione di Moravia), parlerà di “Silvio Pellico profeta della nuova Europa”; Dusan Uhlir (Università di Opava), affronterà il tema dei carbonari e della giovane Italia nel contesto del movimento liberale europeo; Laszlo Pete, Università di Debrecen, parlerà dello “Spielberg ungherese. Detenuti lombardi veneti nella fortezza di Szeged (1831-1848). Nel complesso i moti carbonari riempiranno le prigioni austriache e italiane. Numerosi sono stati gli esuli del Lombardo-Veneto e Piemontesi che, scontata la pena nelle carceri di Spielberg e Lubiana, non potendo rientrare nel Veneto occupato ancora dall’Austria fino al 1866, hanno raggiunto vari Stati d’Europa, l’America, l’Asia, e l’Africa, portando nel mondo, insieme alla fama della loro misera sorte, anche il loro “inestinguibile amore per la patria, l’odio per la tirannide e il desiderio intenso di libertà”.

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