STUDIO “OLTRE IL PIL”. NUOVA MAPPA DEL BENESSERE NELLE REGIONI ITALIANE

OLTRE IL PIL. IPG

Dove si vive meglio in Italia? Non è una graduatoria emersa da uno studio “Oltre il ” – sviluppato da Unioncamere del , Regione, Università Cà Foscari e Camera di commercio di Venezia – ma sta di fatto che in si pone come miglior performance il Trentino Alto Adige, seguito (per il benessere materiale) da , , , Marche e Umbria; poi c’è un secondo gruppo di regioni del centro nord (Toscana, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli VG., Lazio e Abruzzo). del meridione sono risultate il finalino della misurazione tradizionale del benessere a livello territoriale (Basilicata, Sardegna, Molise, Calabria, Puglia, Campania e Sicilia). E’ questa la realtà di una situazione frutto di un , avviato nel 2009, svolto da economisti, sociologi e statistici. “Oltre il ” è arrivato a costruire un set di indicatori che consentono di misurare il benessere nei vari territori del Paese. Otto sono state le dimensioni individuate: benessere materiale, salute, istruzione, lavoro e , pubblica amministrazione, relazioni personali e sociali, ambiente, insicurezza fisica ed economica. Le finalità e i risultati dello studio sono state illustrate presso Unioncamere del . Si è voluto offrire una lettura più esaustiva della realtà in cui viviamo valutando l’integrazione tra sistemi locali, individuando nuovi fattori di competitività e identificando policy per generare un circolo di crescita. Obiettivo del progetto “Oltre il ” “fornire un supporto analitico alle scelte strategiche degli attori economici e delle istituzioni per formulare politiche sostenibili in tema sociale, economico, fiscale e ambientale”. Da parte dei partecipanti alla riunione presso la sede di Uniocamere è stata rinnovata la linea che si è fatta ormai strada: cioè “la qualità della vita non è solo il ” e “necessita di indicatori alternativi che misurino l’effettivo livello di benessere”. La premessa generale è stata quella che “non è che si vuole demolire il  e costruire un unico indicatore” ma elaborare un vettore di indicatori per valutare l’ integrazione tra sistemi locali, individuare nuovi fattori di competitività e indentificare policy è per generare, come detto, un circolo di sviluppo. Il , come è stato chiaramente evidenziato “non dice nulla di come vive la gente, così come non tiene conto della salute delle persone, del grado di istruzione e di sicurezza sia fisica che economica”. In merito sono stati citati personaggi come Robert Kennedy i quale nel 1968, in un discorso rimasto celebre, ebbe a dire che “Il misura tutto eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta”. Anni dopo (2007) il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso ha sostenuto che “è ormai tempo di andare oltre il ”. E nel 2008 il presidente francese Nicolas Sarkozy ha istiuito un commissione di esperti di fama mondiale (Stiglitz, Sen e Fituossi) per individuare nuovi indicatori per la misurazione del benessere. La risposta è venuta un anno dopo: è stato suggerito di “spostare l’enfasi della misura della produzione economica verso il benessere delle persone”.  All’ incontro su “Oltre il , sono intervenuti, tra gli altri, il direttore di Unioncamere Gian Angelo Bellati;  Silvio Giove del dipartimento economica di Cà Foscari e Serafino Pitingaro del centro studi di Unicamere. Ha concluso i lavori il segretario generale della CdC di Venezia Roberto Crosta. Il direttore Bellati ha detto: “pur considerando l’importanza del dato del , vogliamo dimostrare che questo dice ben poco di come viva realmente la gente perché non tiene conto, ad esempio, della salute delle persone, della qualità della loro istruzione né valuta il benessere personale e l’efficienza ed efficacia della Pubblica Amministrazione. Abbiamo presentato alcuni primi risultati, che però si fermano al 2009, l’anno della crisi. Entro la fine dell’anno i dati verranno aggiornati al 2010 e saranno arricchiti con ulteriori indicatori, fra cui quello della pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese e dell’evasione fiscale, parametri che incidono fortemente sulla qualità della vita di un territorio e condizionano fortemente la popolazione che vi vive – ha aggiunto Bellati. La crisi economica impone di saper cogliere i nuovi fattori produttivi per superarla. Per farlo bisogna però ragionare su modelli di sviluppo sul medio-lungo periodo e il progetto «Oltre il » vuole individuare i nuovi fattori di produttività che rendono competitiva la regione. Per questo riteniamo importante un monitoraggio costante di più aree tematiche che dovranno essere analizzate sia separatamente sia congiuntamente in una prospettiva di approccio multidimensionale”.



Share

Articoli Correlati

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.