CINQUANTA DIPINTI DEL “PITTORE CONTADINO” A VILLA PISANI DI STRA

Bruno Donadel, attraverso la sua pittura, ha saputo raccontare con amore un mondo aspro e contrastato come quello . Figlio di contadini, autodidatta, resta il “pittore ”, continua a vivere immerso nella a contatto con la terra, tra i campi, nel suo casolare adibito a studio. Chi si è inginocchiato sulla terra per coltivarla – ha scritto Mauro Corona nel testo introduttivo al catalogo di questa mostra, dal 24 giugno al 10 luglio, alla (Venezia) – e vede una tela di Donadel, sente un groppo al cuore. Di fronte a quegli uomini curvi sui campi, agli animali, a quel mondo che era un tutt’uno, non può non provare la tristezza delle cose perdute, la malinconia di un tramonto dal volto arcaico e mite che meno di cinquant’anni fa era ancora tra noi”.
La sua visione non risponde ad un “intento realistico, né esprime una volontà di documentazione, ma offre una lettura della in qualche modo più profonda, perché accompagnata dagli echi emozionali che questo contesto fa risuonare nell’ interiorità di un protagonista, echi che risultano di aprire significativi spiragli sui vissuti antropologici ed esistenziali. Bruno Donadel si rivolge al mondo con amore e amarezza al tempo stesso, rimpianto e rammarico, apologia e rimprovero”. La mostra Donadel. recenti riunisce circa 50 dipinti realizzati dall’artista nel corso dell’ultimo anno. E’ sostenuta e realizzata dal ed è curata da Michele Beraldo e Dino Marangon. Completa le iniziative che negli ultimi anni hanno consentito la riscoperta di questo autore: la mostra a Cà dei Carraresi di Treviso nel 2009 e nello stesso anno, in occasione dei sui ottant’anni, la grande antologica, organizzata a Villa di Solighetto da parte del Comune di Pieve di Soligo e promossa dai fratelli Lucchetta. Questa esposizione costituisce un ulteriore contributo per collocare in una adeguata prospettiva storica il lavoro di questo solitario protagonista dell’arte italiana. Il catalogo, si avvale, oltre che della testimonianza di Mauro Corona, di un testo critico di Dino Marangon e di un’intervista rilasciata a Michele Beraldo dall’artista. Gli ampi apparati, raccolgono, oltre ad alcuni scritti di Bruno Donadel, le lettere che Carlo Cardazzo scrisse all’artista negli anni cinquanta del Novecento a testimonianza dell’interesse che il più importante gallerista italiano aveva riposto nell’opera del pittore solighese. Il catalogo a colori di circa 140 pagine, edito da Antiga edizioni, insieme alle recenti, presenta una sezione antologica di disegni e dipinti realizzati a partire dagli anni cinquanta. La mostra è promossa da ; l’ingresso è gratuito; chiusura al lunedì. Per info: www.gruppoeuromobil.com; www.studioesseci.net



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