Salone mondiale del “Vinitaly”, edizione 2011 fino all’11 aprile: protagonisti non i politici, ma i produttori e il vino di qualunque zona siano. Primeggia il Veneto, ma ci sono altre regioni dove si producono vini da premio e di qualità. Tanti gli appassionati ed esperti fin dalla prima giornata inaugurale, con ministri e presidenti di regioni, tutti a prodigarsi a dire ai sette venti che il vino buono è fonte di business (che scoperta!) e che l’agricoltura – in qualsiasi parte del mondo – deve essere maggiormente tutelata o meglio salvaguardata da mille attacchi, leggasi Ogm, fertlizzanti di ogni sorta e altri prodotti chimici proposti come nutrienti. Questa è la facciata. I problemi, invece, sono ancora tutti in piedi: anche il vino, le sue produzioni, i terreni, gli incroci, il lavoro che richiedono tutto l’anno sono al centro di workshop, dibattiti specalizzati da dove far emergere soluzioni valide, efficaci. Chissà se un giorno non lontano si berrà ancora vino buono? Questo è il dramma che molti non vogliono vedere. Va dato atto a FieraVerona che anche questa volta ha richiamato al “Vinitaly” migliaia di prodotti di Bacco arrivati da molti Paesi del mondo. Tra i tanti brindisi da segnalare il galà per la Prima presentazione al pubblico in Italia di UNA, la Bottiglia dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dopo la consegna a New York il 27 marzo scorso al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’occasione è stata organizzata al Palazzo della Gran Guardia, alla presenza del presidente della Commissione agricoltura della Camera Paolo Russo, e delle autorità del Veneto e di Verona. Lo Chef Giancarlo Perbellini, e conduttrice l’attrice Monica Vallarini hanno dato il meglio della loro professione. La Bottiglia celebrativa dei 150 anni, sarà donata alle massime autorità internazionali; è a tiratura limitata (3.400 cofanetti speciali di due bottiglie ciascuno, una di Vino Bianco d’Italia, l’altra di Vino Rosso d’Italia, per un totale di 6.800 bottiglie di tre formati Jèroboam, Magnum e tradizionali da 0.75), fuori commercio e racchiude un alto valore simbolico. Si propone infatti come strumento di promozione per sottolineare nel mondo le peculiarità della vitivinicoltura italiana e i valori culturali tipici del Belpaese che essa rappresenta. Il contenuto delle bottiglie, ideate e disegnate da Aldo Cibic e Riccardo Facci, e realizzate a titolo gratuito dalla Bormioli Rocco, nasce infatti dall’unione di quaranta vitigni autoctoni – venti a bacca bianca e venti a bacca rossa – intesi come summa delle 20 Regioni del Belpaese, e che rappresenteranno ufficialmente la ricorrenza della fondazione dello Stato italiano anche all’estero. Per la creazione dei blend è stata coinvolta Assoenologi, mentre i vitigni autoctoni e i relativi vini sono stati specificatamente scelti dai 20 Assessori regionali all’agricoltura. Il gala di Vinitaly è stato il momento anche per la consegna del Premio Internazionale Vinitaly, attribuito a personalità/aziende/istituzioni italiane ed estere che si sono distinte per il loro impegno nel mondo enologico. Due i vincitori di quest’anno per l’Italia: l’Azienda Guido Berlucchi, riconosciuta come la cantina dove è nato il primo Franciacorta realizzato con metodo classico, e Santa Margherita, cantina sempre all’avanguardia, tanto da aver inventato 50 anni fa il Pinot Grigio diventato uno dei vini di maggiore successo al mondo. Vincitore estero l’Institute Master of wines. Proclamazione anche dei vincitori del premio Communicator of the year, istituto in collaborazione con l’International Wine Spirt Competition: riconoscimento quest’anno per Anistatia Miller e Jared Brown, l’inseparabile coppia di esperti di cocktail, direttori di Mixellany Limited ed editori di Mixologist: the Journal of the American Cocktail.

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