Venezia è una città straordinariamente bella e fonte di attrazione turistica, ma è fragile e quindi ha sempre bisogno di essere tutelata, non solo dalle acque alte. E se i vaporetti di linea pubblica, impiegati non solo in Canal Grande, non inquinassero? Natanti dunque azionati da motori elettrici e alimentati a biocarburanti. Non è fantascienza: c’è un progetto, chiamato “Biosire”. Uno studio di fattibilità sarà presentato il 23 febbraio presso la Scuola Grande San Giovanni Evangelista a Venezia, dove verranno esposti i risultati di uno studio specifico. “Biosire” è un progetto comunitario triennale, finanziato dal programma IEE (Intelligent Energy for Europe), creato per promuovere sistemi di mobilità sostenibile basati sull’impiego di biocarburanti e sulla propulsione elettrica nelle aree ad alta valenza turistica d’Europa. Tra i partner la Regione Veneto che ha affidato all’ente struttrale ”Veneto Agricoltura” l’incarico di valutare gli effetti di una potenziale transizione verso l’impiego di biocarburanti nei natanti a uso turistico che solcano la laguna di Venezia. Le tipologie di biocarburanti considerate sono due: l’olio vegetale puro prodotto da colture energetiche dedicate (la colza in testa) nelle aree rurali limitrofe; il biodiesel prodotto dal recupero e dal trattamento degli oli alimentari di cottura esausti raccolti in città. A relazionare i partecipanti alla riunione, unitamente alle autorità regionali e del comune di Venezia, i tecnici Giustino Mezzalira, Federico Correale Santacroce e Luigi Barella di “Veneto Agricoltura” e Andrea Ballarin della Regione Veneto. Parte delle relazioni tratteranno anche dei limiti e delle prospettive della filiera dell’olio vegetale puro e della raccolta degli oli alimentari esausti con gli esperti dell’Aiel (Associazione Italiana Energie Agroforestali) e di Veritas Spa. Il forum si concluderà con una tavola rotonda. Le attività del progetto “Biosire” proseguiranno il 24 febbraio, sempre a Venezia, con il “IV Biosire International Workshop” aperto al pubblico e dedicato al ruolo del trasporto sostenibile. Quel che dovrà essere valutato sarà il problema dei costi e a chi saranno accollati. Dal dibattito emergeranno anche queste fondamentali esigenze.

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