Gli Stati Generali delle lingue minoritarie del Friuli Venezia Giulia per promuovere la cultura delle minoranze hanno preso il via da Tolmezzo, presso la Comunità montana della Carnia, con le lingue tedesche. Poi il 22 febbraio, a Gorizia, nell’auditorium della Cultura friulana, l’appuntamento sarà dedicato alla lingua slovena ed, infine, il 23 febbraio, a Udine, nell’auditorium della Regione, verranno affrontate le tematiche della lingua friulana. Si tratta di tre distinti appuntamenti che vedono la Regione impegnata nell’ ascolto di tutti gli invitati (enti pubblici e privati) appartenenti ai diversi ambiti linguistici che rendono unico il territorio regionale a livello europeo; è un percorso di condivisione e di promozione di un patrimonio culturale multilinguistico, dovuto alla particolare posizione del Friuli Venezia Giulia. ”In un’Europa che sta facendo della diversità linguistica e del multilinguismo uno dei suoi obiettivi strategici”, ha detto l’ass. Elio De Anna, “la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia può giocare un ruolo fondamentale grazie alla sua peculiare situazione linguistica, unica in Europa. Solo la nostra regione, infatti, può vantare una plurisecolare convivenza sul medesimo territorio dei tre ceppi linguistici del Vecchio Continente: latino (friulano e italiano), germanico (tedesco e comunità germanofone) e slavo (sloveno e dialetti locali)”. L’azione di tutela di queste lingue minoritarie prende le mosse da provvedimenti legislativi che in alcuni casi risalgono agli anni ’50, ma che sono poi stati costantemente attualizzati, alla luce delle trasformazioni sociali e politiche che hanno modificato in modo radicale gli equilibri europei.

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