“Pescare Show” è il Salone internazionale delle attrezzature per la pesca sportiva e “Hunting show” (rassegna su caccia, natura e tiro sportivo), in programma dal 19 al 21 febbraio alla fiera di Vicenza. La rassegna propone agli appassionati attrezzature per la pesca, le novità del settore, le opportunità del Veneto anche relative al turismo collegato a questa attività, eventi e iniziative proposti dalle associazioni e dalle scuole di pesca. “La pesca amatoriale – ha sottolineato l’ass.regionale all’agricoltura e pesca Franco Manzato – è anche un’attività che vede gli appassionati anche come protagonisti della tutela e valorizzazione dell’ambiente e sul tema è in programma un workshop. Lo spazio regionale alla Fiera di Vicenza propone la suggestiva ambientazione dei “Casoni”, ricreati a dimensione reale, all’interno dei quali i pescatori racconteranno i segreti della pesca nelle lagune. Quest’anno, con la collaborazione dell’Associazione Cuochi del Veneto, uno spazio anche all’aspetto gastronomico della pesca e all’importanza che la cucina a base di pesce nella cultura e nella tradizione veneta. Previsti “cooking show”, momenti di cucina-spettacolo al cui interno ogni realtà provinciale presenterà ricette e segreti dei piatti tipici di pesce del suo territorio, come la preparazione di “Tempura di pescegatto”da parte di Emanuele Guariento, dell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia; Franco Favaretto del Ristorante Baccalàdivino di Mestre presenta “Cefalo al tè su quenelle di sedano rapa”. Alle esibizioni il volto di Gambero Rosso Channel Francesca Barberini. Sarà pure allestito un ristorante dove i visitatori potranno assaggiare le specialità venete. Con l’assessore Manzato, anche l’inviato sportivo di Striscia la Notizia Cristiano Militello. Dopo la premiazione dei maggiori protagonisti della pesca sportiva e professionale in Veneto, in finale, una “Asta”, come nelle tradizioni da mercato del pesce, per portarsi a casa il prodotto fresco appena consegnato dai pescatori. Lo stand della Regione Veneto sarà protagonista di tutte e tre le giornate di “Hunting Show”. Secondo l’ass. regionale alla caccia Daniele Stival la manifestazione potrà dare al dibattito, tecnico-scientifico, su di una realtà come la caccia, troppo spesso “avvelenata” da polemiche pretestuose, da posizioni preconcette, dalle azioni e dai ricorsi (quest’anno tutti bocciati dal Tar del Veneto) contro gli atti della Regione”. “Quello che ci aspettiamo da Hunting Show è la promozione delle tradizioni e dell’etica venatoria, sensibilizzando appassionati e collettività regionale su quello che è il vero tema centrale: sviluppare con serietà le potenzialità venatorie dei nostri ambienti. Più ambiente, più sostenibilità, più gestione responsabile, più entusiasmo e minori conflitti credo sia l’obiettivo che tutto il mondo venatorio deve porsi; ed è questo lo spirito con il quale mi sono approcciato al mondo venatorio sin dall’inizio del mio mandato di assessore regionale alla caccia, avviando un confronto a tutto campo con tutti i portatori d’interesse, in maniera serena e senza preconcetti. Lo faremo anche con la presenza dello stand regionale, che sarà tra l’altro protagonista di numerosi incontri di alto livello su temi specifici di grande interesse per il mondo venatorio”. Nel corso delle giornate fieristiche saranno discusse tutte le più importanti sfaccettature del settore e presentata un’indagine demoscopica per conoscere meglio i sentimenti e le opinioni degli italiani su un tema “caldo” e coinvolgente come la caccia, realizzata dal Comitato Nazionale Caccia e Natura. Al centro dell’attenzione ci sarà la gestione del cinghiale nel Veneto, specie non autoctona ed estranea alla tradizione venatoria veneta; in calendario il tema della beccaccia, protagonista dei più recenti dibattiti tecnico-scientifici che mirano ad approfondire la conoscenza delle specie che migrano; infine, all’esame di esperti ed appassionati il Piano di gestione della popolazione di cervi che vive e si sviluppa nel comprensorio interregionale del Cansiglio (foresta che è divisa tra le province di Pordenone, Treviso e Belluno).


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