La segnalazione è stata fatta dai controlli dell’Ulss di Bussolengo (Verona): ci sono pesci alla diossina nel lago di Garda e quali le cause? Così le tre Regioni, che si affacciano sul grande lago, cioè Veneto, Lombardia e Trentino, assieme al Ministero della salute, si sono trovate, con propri esperti e funzionari, al fine di attivare da subito un Piano di coordinamento per monitorare le specie ittiche. A quanto risulta il pesce maggiormente colpito da diossine è l’ anguilla che, secondo esami di laboratorio, ha limiti superiori al consentito. Coinvolto l’Istituto zooporfilattico delle Venezie di Legnago (Padova). La domanda che i partecipanti si sono posti, e con tutta evidenza, è che l’anguilla, che sta sui fondali, che ha così un tasso elevato di diossina, vuol dire che in profondità del lago c’è diossina, non importa al momento da chi immessa, ma sta di fatto che il problema salute esiste, e chissà da quanto. Solo a leggere queste notizie e a giustamenti coloro che sono stati in vacanza sul lago e magari hanno consumato pesce locale vengono giustamente timori e si sentono obbligati a ricorrere ad esami sanitari, potranno avanzare accuse, e anche richiedere danni. Ma a quale interlocutore? Il Piano delle tre Regioni deve andare avanti proprio per chiarire responsabilità e cause. Ecco che allora e’ stato concordato di raccogliere dati piu’ significativi sotto il profilo epidemiologico, attraverso l’attivazione di un Piano di monitoraggio comune alle due Regioni ed alla Provincia di Trento che comprenda l’intero bacino del lago di Garda. Al momento – è stato precisato – non e’ stato assunto da parte della Provincia di Trento e delle Regioni cogerenti il Garda alcun provvedimento restrittivo alla commercializzazione e consumo dei prodotti ittici pescati. A breve decisi nuovi incontri per conoscere i risultati di ulteriori accertamenti e prendere i necessari provvedimenti di tutela per la salute pubblica.

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