PER GIUDICI CONTABILI REGIONE VENETO HA CONTI IN EQUILIBRIO MA ZAVORRE DA ELIMINARE
S econdo la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti la Regione Veneto (presidente Diana Calaciura Traina), nonostante l’esercizio finanziario si sia chiuso con un saldo finanziario negativo di 536 milioni di euro, in controtendenza rispetto agli anni precedenti (2005 -2008) ha i conti in equlibrio. La valutazione è stata al centro di una esposizione dei dati a palazzo Ferro-Fini sede del Consiglio regionale del Veneto, presieduto da Clodovaldo Ruffato e della Giunta, rappresentata dal vicepresidente Marino Zorzato. ”L’analisi globale dei risultati della gestione finanziaria – ha spiegato la presidente della sezione veneta della Corte dei Conti – deve tener conto del disavanzo reale, influenzato dalle economie correlate a spese finanziate con assegnazioni statali e comunitarie che, avendo natura vincolata, devono essere reiscritte negli stanziamenti di spesa dell’esercizio successivo. Il disavanzo reale del 2009 risulta quasi raddoppiato rispetto all’esercizio 2008 anche se parzialmente giustificato dal mancato ricorso all’indebitamento. Sulle società partecipate la Corte ha sostenuto che il ricorso all’indebitamento non giova anzi accresce le difficoltà finanziare. ”L’analisi fatta dalla Corte dei Conti impone al governo della Regione di rivedere da cima a fondo i meccanismi di gestione delle società partecipate”: é questa la prima valutazione della capogruppo del Pd Laura Puppato: ”La Corte ha rilevato che nel 2009 ben la metà delle 19 società partecipate, di cui 5 a partecipazione totalitaria, sono in perdita. Questo è il segnale di un fallimento di un sistema, cosa che l’opposizione denuncia da tempo: il Veneto, già penalizzato dai tagli, non può permettersi di mantenere ulteriori zavorre”. La richiesta del PD è di maggior chiarezza e trasparenza sull’operato e la gestione degli enti partecipati, richiesta che prelude – preannuncia Laura Puppato – ad una serie di audizioni e di verifiche che l’opposizione intende promuovere in sede consiliare. “Dal rapporto dei magistrati contabili – ha aggiunto Puppato – emerge un quadro allarmante, dovuto ad un uso irresponsabile di fondi pubblici dirottati alle società partecipate senza che vi sia un controllo diretto della Regione sul loro utilizzo. La stessa Corte dei Conti definisce come strumento determinante ‘la predisposizione di un efficiente sistema dei controlli e una specifica governance per indirizzare l’operato delle società partecipate’”. “E’ arrivato il momento di decidere – ha concluso l’esponente del Pd – quali strutture esterne vanno tenute in vita e quali devono essere smantellate: una decisione che va presa dal Consiglio regionale, luogo che deve tornare ad avere un ruolo centrale nell’indirizzo e nel controllo delle politiche regionali”. La capogruppo del Pd ha invitato a riflettere su secondo passaggio della relazione, riguardante la sanità e in particolare il sistema del project financing: “La Corte dei conti ha confermato l’esplosione dei costi legati alla gestione degli ospedali in project financing, cosa che nel caso del nuovo ospedale di Mestre raggiunge i 17 milioni di euro”. |
Articoli Correlati

Categoria:
Economia 
Tags:
cima,
consiglio regionale del veneto,
contabili,
del consiglio,
della corte dei conti,
econdo,
ferro,
gestione finanziaria,
giudici,
giunta,
impone,
laura puppato,
palazzo ferro fini,
pd,
prelude,
reale,
regione veneto,
sezione,
spese di investimento,
traina

Leave a Reply
You must be logged in to post a comment.