Con l’introduzione della ”cedolare secca”, la tassazione sugli affitti delle unita’ abitative subirà una netta riduzione . La CGIA di Mestre ha condotto uno studio su questo settore. Come noto, entro fine gennaio il legislatore ha in programma di approvare un provvedimento che introdurrà, sui redditi da locazione, un’imposta unica con l’aliquota del 20%. Questa disposizione riguardera’ solo gli immobili ad uso abitativo di proprieta’ di persone fisiche. Questa novità riguarda circa 2.730.000 abitazioni in affitto presenti in Italia; la CGIA di Mestre ha cercato di quantificare l’alleggerimento fiscale per i proprietari di questi immobili che opteranno per l’applicazione dell’aliquota al 20%. Sull’argomento ha fatto una dichiarazione Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre : “se tutti i locatori decideranno di applicare la cedolare secca, il risparmio complessivo per le loro tasche sara’ di quasi un miliardo di euro l’anno”.
”Dalla nostra simulazione – ha precisato Bortolussi – i risparmi più robusti riguarderanno le persone fisiche con un livello di reddito superiore ai 29.000 euro l’anno. Da questa soglia di reddito in su, lo sgravio fiscale medio oscillerà tra i 740 euro, sino a toccare i 2.172 euro per un locatore con un reddito complessivo superiore ai 75.000 euro. Inoltre, se per i locatori che applicano il canone libero i vantaggi economici saranno sempre assicurati, per coloro che applicheranno il canone concordato, invece, scegliendo la cedolare secca non sempre garantira’ una riduzione di imposta”.
Dalla CGIA di Mestre evidenziano che attualmente esistono 2 tipologie di contratti di locazione: uno detto a ”canone libero”, in cui le parti possono fissare liberamente l’ammontare del canone: l’altro, chiamato ”canone concordato”, in cui il prezzo dell’affitto viene stabilito in base ad accordi raggiunti tra le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative della proprieta’ e degli inquilini. Quest’ultima tipologia contrattuale, pero’, e’ pressoche’ inutilizzata visto che rappresenta solo lo 0,6% circa di tutti i contratti di locazione presenti in Italia.

Categoria:
Tags: 








