“E’ il primo progetto che in qualche modo segna il passaggio culturale con cui è stata avviata una nuova stagione amministrativa per il settore della pesca e dell’acquacoltura. La linea è quella di mettere a confronto in modo sistematico gli operatori del settore e tutti i soggetti pubblici che hanno competenza per gli interventi a mare in modo che ci sia una valutazione condivisa delle proposte e delle progettualità da mettere in atto”. Lo ha detto l’ass.regionale Franco Manzato dopo la firma di un protocollo operativo per le attività di dragaggio della cava marina denominata “JC” destinate a rifornire di sabbia il litorale tra Piave e Livenza nei comuni Eracela e Caorle (Venezia). La firma è avvenuta in occasione della riunione dell’Unità di crisi per la pesca, istituita dalla Regione e presieduta dallo stesso Manzato. Hanno siglato l’accordo i responsabili degli uffici regionali preposti a seguire l’esecuzione del progetto e dei Consorzi per la Gestione e la Tutela della Pesca dei molluschi Bivalvi (CO.GE.VO.) di Venezia e di Chioggia. Già si sono avuti positivi risultati del progetto pilota avviato nell’ottobre 2009 per ripopolare le aree del litorale veneto che hanno conosciuto nel 2008 un’eccezionale moria delle vongole di mare, e quindi concordi ora nel dar via libera alle attività di escavazione nella cava marina JC e di ripascimento del litorale tra Piave e Livenza. Come proposto da CO.GE.VO. si ridurrà il prelievo di sabbia in modo che lo scavo non raggiunga gli strati improduttivi e garantisca così il ripopolamento delle vongole. I lavori avranno una durata di circa 365 giorni, con fermo dal 30 maggio al 30 settembre (nel rispetto del periodi balneare). L’unità di crisi ha esaminato il tema dei danni che la recente alluvione ha arrecato alla pesca professionale. Enti locali e ass. di categoria, dopo verifiche e valutazioni, sottoporranno le richieste di indennizzo al Commissario delegato vicario.

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