Oggigiorno in Cansiglio – ampia foresta che è di pertinenza territoriale del Veneto e del Friuli Venezia Giulia (interessate le province di Treviso e di Pordenone) ha una popolazione di cervi calcolata in 2.500 capi (sarebbero aumentati in 10 anni del 4 per cento). Troppi, come hanno segnalato gli allevatori del Cansiglio i quali hanno manifestato per sollecitare anche indennizzi per le perdite subite, chiedendo tra l’altro recinzioni e indagini epidemiologiche. Così le autorità competenti di entrambi i territori regionali, d’intesa con Veneto Agricoltura e con il benestare dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), hanno firmato un accordo per riportare in equilibrio il numero dei cervi. Il Piano prevede la costituzione di un Gruppo tecnico da parte delle istituzioni interessate, allargato ad un rappresentante dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, per determinare, coordinare e verificare iniziative di intervento per il contenimento del numero dei capi. Come è stato rilevato, in assenza di interventi specifici, i cervi sono destinati a raddoppiare in un quinquennio, con conseguente ulteriore sottrazione di risorse e foraggio per le attività zootecniche indispensabili al permanere delle attività umane e zootecniche in Cansiglio, mentre non è esclusa la possibilità di “collasso sanitario” della popolazione di cervidi. E’ stato preventivato che il numero “ottimale” dovrebbe arrivare ad un migliaia di animali. L’accordo per il controllo dei cervi è stato firmato dagli assessori del Veneto Daniele Stival, e del Friuli Venezia Giulia Claudio Violino, l’amministratore unico di Veneto Agricoltura Paolo Pizzolato, il presidente della Provincia di Belluno Gianpaolo Bottacin, l’assessore provinciale di Treviso Mirco Lorenzon e il comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato Alberto Colleselli. Per raggiungere il risultato, saranno rafforzati i Piani di prelievo ordinari nelle aree di caccia limitrofe in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. Qualora tali iniziative non si rivelassero sufficienti, sarà possibile attivare interventi di controllo anche all’interno dell’area demaniale, esclusivamente utilizzando personale istituzionale (polizia forestale).

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