ARCHEOLOGIA IN POLESINE: LAVORAZIONE DELL’AMBRA E GRANDE VILLAGGIO DI CAPANNE

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Campagna scavi: In Polesine accertata lavrazione dell'ambra

Nei giorni scorsi, a Campestrin di Grignano Polesine, si è conclusa la stagione di scavi  effettuata nel fondo di proprietà dei fratelli Previatello, a cura del museo dei “Grandi Fiumi” di Rovigo, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto.  Le ricerche – che sono state finanziate dal Comune di Rovigo e dalla – hanno accertato la presenza, in epoca protostorica, di un’area specializzata nella dell’, la preziosa fossile proveniente dai giacimenti delle coste del Mar Baltico. L’ultimo scavo ha portato alla luce tre piattaforme ben e delimitate da canalette per lo scolo dell’acqua, corrispondenti ai luoghi di lavoro degli artigiani dell’età del Bronzo; nello svuotamento delle canalette gli archeologi hanno rinvenuto molte perle in , innumerevoli frammenti di ceramica decorata, palchi di cervo lavorati, manufatti in bronzo (tra i quali una pregevole ad arco e un coltello, E a Grignano, dunque, il più antico sito di lavorazione dell’ambra del Mediterraneo. Ad ampliamento dell’area precedentemente indagata, di giungere a comprendere l’estensione del sito, è stata aperta una trincea lunga 26 metri in corrispondenza di un antico fossato evidenziato durante gli scavi: il taglio operato nel terreno ha portato alla luce altre probabili postazioni di lavorazione dell’ambra, dell’, dell’osso e del corno. La presenza di una zona artigianale così articolata lungo l’antico “Po di Adria” permette di avvalorare l’ipotesi dell’esistenza tra XIII e XII sec. a .C. di un esteso villaggio di capanne che ospitava gli abitanti dell’ Campestrin.“L’amministrazione – ha detto l’ Rizzo -, accoglie con grande orgoglio questa scoperta che evidenzia un ritrovamento di grande ricchezza, lasciando la sensazione che ci sia ancora molto da scoprire. L’idea è di qualcosa di veramente importante che potrebbe creare un punto storico-archeologico a livello nazionale. Per questo l’amministrazione farà la sua parte cercando di coinvolgere anche altri soggetti per quello che è un patrimonio della comunità”. Sostegno ribadito dall’assessore al Bilancio Angelo Milan. “L’auspicio è di poter riprendere gli scavi l’estate prossima con risorse disponibili, perché ritrovamenti di questo tipo arricchiscono la storia”. Il direttore archeologo della Soprintendenza Luciano Salzani che ha coordinato le ricerche, ha sottolineato che si tratta di una scoperta eccezionale: “questo è lo scavo della città di Rovigo e la sede ufficiale sarà al museo Grandi fiumi”.



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