La prima edizione del “Premio Off – Teatro Stabile del Veneto”, destinato a produzioni teatrali venete che hanno saputo proporre spettacoli di significativo livello è stata vinta da “Babilonia Teatri” di Verona con “The best of”. Secondo classificato Patricia Zanco/Dedalofurioso di Vicenza con la produzione “Silenzio”. La premiazione si è svolta al Teatro Verdi di Padova presente il vicepresidente della Regione e assessore alla cultura Marino Zorzato, l’assessore comunale alla cultura di Padova Andrea Colasio, la presidente del Teatro Stabile del Veneto Laura Barbiani,unitamente al direttore Alessandro Gassman, ideatore di questa nuova iniziativa. Le due compagnie vincitrici del premio saranno inserite, secondo Arteven, nella programmazione del circuito teatrale regionale; le altre che hanno partecipato alla rassegna sono state: la Compagnia Pathosformel di Venezia con “La prima periferia”; Tam Teatro di Padova con “Annibale non l’ha mail fatto”; Anagoor di Castelfranco Veneto con “Tempesta”; Carichi Sospesi di Padova con “North B-East”; Teatro del Lemming di Rovigo con “Amleto”. Al concorso hanno partecipato 7 compagnie che hanno presentato le loro produzioni dall’1 all’ 8 ottobre al Teatro Verdi. Al gruppo teatrale vincitore è andato un premio di 10.000 euro e 5.000 al secondo della graduatoria. La giuria era composta da 60 persone, suddivisi in 20 studenti delle scuole superiori, 20 dell’ateneo padovano e 20 abbonati del Teatro Verdi. Chi sono quelli di Babilonia Teatri? E’ una compagnia sperimentale di Isola Rizza (VR), è per un teatro pop, per un teatro rock, per un teatro punk. Vincitrice nel 2007 del Premio Scenario con made in italy e di Piattaforma Veneto (Operaestate Festival Veneto) con Panopticon Frankenstein, nel 2009 vince il Premio Speciale Ubu con la seguente motivazione: “Santasangre, Teatro Sotterraneo, Muta Imago, sono tra i gruppi guida con Babilonia Teatri dell’attuale cambio generazionale che resuscita in qualche modo, come è detto in un loro presentazione, gli storici fasti della scuola romana, dimostrando una capacità di rinnovare la scena, mettendo alla prova la tenuta del linguaggio e facendo emergere gli aspetti più inquieti e imbarazzati del nostro stare nel mondo attraverso l’uso intelligente di nuovi codici visuali e lin- guistici.

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