Una riduzione del compenso di presidenti e consiglieri di amministrazione delle aziende partecipate, con una percentuale superiore al limite del 10%, previsto nell’ultimo decreto legge del Ministro Giulio Tremonti. Lo ha deciso la Giunta comunale di Verona, presieduta dal sindaco Flavio Tosi. “L’ipotesi iniziale era una riduzione del 10% su tutti i compensi – ha detto Tosi – che si è poi trasformata in una diminuzione differenziata che in alcuni casi arriva fino al 39 per cento, come per i CdA di Agsm e di Amt, riparametrando i compensi in base alle effettive responsabilità degli amministratori. Si ritiene infatti che gli amministratori delle partecipate abbiano un impegno proporzionale alle dimensioni aziendali e alla diversa complessità di gestione – ha concluso il Sindaco – per questo si è cercato di dare un segnale politico positivo di riduzione della spesa, proporzionato all’effettiva responsabilità richiesta”. “I compensi riconosciuti nelle partecipate del Comune – ha spiegato l’assessore Enrico Toffali – si riducono per il presidente Agsm da 63.164 a 50 mila euro, vicepresidente da 54.141 a 25 mila euro; per il presidente Amia da 63.164 a 45 mila euro, vicepresidente da 24 mila a 22.500 euro; per il presidente Amt da 49.139 a 40 mila, vicepresidente da 20.658 a 18.500; per VeronaMercato (che non aveva il limite imposto dalla legge Tremonti) si propone agli altri enti che compongono la società consortile una riduzione, sempre in percentuale. Pure ai consiglieri delle partecipate si applicheranno tagli. Infine, non sarà più riconosciuta la possibilità di uso delle carte di credito aziendali da parte di Presidenti e Consigli di amministrazione, ma rimborsate tutte le spese sostenute per il mandato, compreso il chilometrico (per chi ne ha diritto).

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