Visita storica e pastorale (di incontro e confronto) del cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia e Primate del Triveneto nella sede del Consiglio regionale di palazzo Ferro Fini, invitato dai PresidentI della Giunta e del Consiglio Zaia e Ruffato. Il porporato, che era accompagnato dal vescovo ausiliare mons. Beniamino Pizziol e da un gruppo di vicari, ha voluto precisare il senso della sua visita nella sede dell’assemblea legislativa veneta ma, tra i temi trattati anche sul federalismo: “se ben concepito, puo’ valorizzare l’unità”, ha detto Scola. ”Il compito del Patriarca – ha affermato – non e’ certo quello di entrare in questioni politiche in senso tecnico bensi’ di dimostrare stima e interesse per tutte le espressioni politiche rappresentate nell’aula di palazzo Ferro-Fini in nome di un sentimento non di ”equidistanza” ma, piuttosto, di ”equivicinanza”. ”Credo – ha proseguito il card.Scola – che la politica e il vostro compito di legislatori debba implicare che ciascuno di voi si misuri con questa grande scommessa antropologica. Il Veneto e’ un grandissimo patrimonio, non solo per l’Italia e per l’intera Europa, che va valorizzato. E il metodo federalista, se ben concepito, puo’ valorizzare l’unita’ del nostro popolo, renderla concreta e percorribile, rendendo piu’ presente la voce della nostra tradizione che e’ sintesi delle civilta’ greca, romana, ebraica e cristiana”. L’aula consiliare era affollata di consiglieri regionali, assessori e rappresentanti delle istituzioni che hanno sede nella citta’ di Venezia. Il Patriarca ha poi aggiunto che “il confronto come metodo e’ assolutamente necessario in una societa’ plurale come la nostra. Senza confronto la societa’ viene logorata dai conflitti e questo logoramento provoca il distacco dei cittadini dalla politica, un distacco che oggi e’ decisamente palpabile. Il messaggio che il Patriarca puo’ dare alla politica senza fare ‘invasioni di campo’ – ha aggiunto il Scola – e’ fornire un assist invitandola ad affermare il concetto aristotelico di fili’a, traducibile con amicizia civica, che significa riconoscimento reciproco per garantire la preminenza dell’interesse generale rispetto a quello di parte”. Principio questo che Scola ha auspicato possa ispirare anche la redazione del nuovo Statuto della Regione. Il Patriarca ha concluso il suo intervento ricordando i temi che costituiscono i punti di crisi del nostro tempo: immigrazione, famiglia, lavoro, giovani. Dopo la parte ufficiale, Scola ha poi risposto alle domande dei giornalisti.

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