La Regione sbloccherà entro ottobre le rimanenti risorse, per 400 mila euro, destinate al settore lo scorso anno per sperimentare il ripopolamento dei banchi di vongole. Ne ha parlato l’Ass. veneto alla pesca Franco Manzato durante un incontro con i rappresentanti delle marinerie impegnate nel settore delle vongole e dei cannolicchi, accompagnati dal sindaco di Chioggia, Romano Tiozzo e dal vicesindaco di Caorle, Gianni Stival. Durante l’incontro, svoltosi a Palazzo Balbi, è stata sviscerata l’intera questione nei suoi variegati aspetti, mentre un gran numero di pescatori manifestava all’esterno il proprio malcontento per la mancanza di certezze e prospettive per il futuro. Si è inoltre appreso, informa una nota, che sarà inviata una lettera al Ministro delle politiche agricole Giancarlo Galan perché intervenga a Bruxelles sul problema della pesca dei cannolicchi e perché sia sbloccato il milione di euro che il Sottosegretario alla pesca Antonio Buonfiglio ha assicurato nel 200, a fronte dell’impegno finanziario regionale. Al Ministro sarà anche chiesto un bando specifico per la riduzione permanente del numero delle vongolare. Durante la riunione è stato ricordato che i pescatori, da mesi non escono in mare, tra fermo pesca e divieti comunitari. I partecipanti alla riunione hanno dato atto a Manzato dell’impegno della Regione per fronteggiare una situazione di crisi pesante, che richiede interventi strutturali anche di riconversione e accompagnamento e azioni coordinate rispetto a tutti i fattori che oggi interferiscono con la normale economia del mare. Intanto, è stato soppresso l’incontro già previsto in Regione sui problemi del ripascimento dei litorali erosi ed è stata decisa la costituzione di un Tavolo di crisi permanente nel quale coinvolgere le rappresentanze dei pescatori e quelle istituzionali dei diversi settori interessati, compresi i lavori pubblici e la difesa del suolo. Il Tavolo sarà interlocutore unico rispetto a tutte le iniziative che riguardano interventi nell’Alto Adriatico, da quelle dell’Enel, ai terminal costieri, al sistema Mose, per verificare se, quanto e in quale modo questi interventi hanno effetti negativi sulla biologia marina. Tutti sanno che il mare è malato e non da oggi e gli interventi sono sempre tardivi. Quali i complici? L’uomo e il progresso di cui è schiavo.

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