”Alla luce dei chiarimenti forniti dal presidente della Fondazione Cariverona sembra”, ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi, “che l’inchiesta giudiziaria riguardi più che altro aspetti di gestione e di economia aziendale della Bluterma nel periodo in cui non era più controllata dalla Biasi Spa”. Il consiglio generale della Fondazione dovrebbe riunirsi il 17 settembre per il rinnovo dei 25 consiglieri in scadenza. In merito, il sindaco Tosi ha sostenuto che desta qualche sospetto il modo su come sono state diramate in tutta fretta notizie sulla indagine, in corso già da due anni, e guarda caso pochi giorni prima della data del rinnovo dei vertici di Fondazione Cariverona. Tosi ha dato comunque piena fiducia a Paolo Biasi, ex presidente di Bluterma Italia (è fallita a maggio 2008):
egli è accusato dalla Procura di Teramo di bancarotta preferenziale. Biasi sarà al centro di un Cda straordinario della Fondazione Cariverona, primo socio italiano di Unicredit con il 4,98%. Secondo il Pm Bruno Auriemma, il top manager, gestendo la tesoreria attraverso il cash pooling, risulterebbe aver utilizzato fondi dell’azienda già in procedura concorsuale per avviare investimenti in altra industria del gruppo di cui era amministratore. Ipotesi che, secondo l’accusa, si materializzerebbe nell’acquisto di un immobile industriale di proprietà dell’ex controllata Bluterma Italia; per Biasi però tale procedura è pienamente lecita. Per quanto riguarda Unicredit sulla sua organizzazione e le filiali, è nota la volontà di darsi una “dieta interna”, con la chiusura di 230 sportelli entro il 2013, per poter far nascere una Banca unica, con l’incorporazione delle varie controllate. Secondo fonti sindacali i previsti esuberi (volontari o incentivati) sarebbero 4.700 (nel Piano non sono indicate le aree territoriali perché oggetto di trattativa tra il vertice dell’Istituto e i sindacati).

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