La campanella del 13 settembre vedrà negli istituti tecnici della provincia di Padova 3.332 nuovi alunni (-6,7%) e nelle scuole professionali 1.286 nuovi iscritti (-8,5%). Un’emorragia a tutto vantaggio dei licei, dove le iscrizioni alle prime classi segnano quest’anno un +7% (3.448). Un paradosso, in un paese che si scopre afflitto da disoccupazione giovanile (+26,8%). Situazione difficile da interpretare, dicono a Confindustria Padova, specie considerando le stime sulle nuove assunzioni: le aziende padovane prevedevano di assumere quest’anno 3.200 tecnici e operai specializzati. Mentre il mercato del lavoro e le aziende guardano da una parte, i giovani e le famiglie guardano da un’altra. “In una fase di sofferenza per l’occupazione, avere i posti di lavoro e non riuscire a coprirli, forse più che un paradosso è una sciagura – ha commentato il presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin -. Quindi fermiamola”. E ancora Peghin: “a Padova abbiamo anticipato la riforma sperimentando le innovazioni dell’istruzione tecnica, come il Comitato Tecnico Scientifico (Cts) negli istituti, il board che mette insieme rappresentanti d’istituto, associazioni di categoria, enti locali e università per programmare l’attività formativa. Con quest’anno sarà attivato in sei istituti, con l’obiettivo di raddoppiare l’anno seguente” “Confindustria Padova – prosegue Peghin – si propone come partner degli istituti per realizzare le innovazioni della riforma, come l’avvio di due nuovi Istituti Tecnici Superiori, gli Its: un biennio post secondario, fortemente professionalizzante, in alternativa a quelle lauree triennali che si sono rivelate poco utili all’inserimento nel mondo del lavoro. Organizziamo poi, unica esperienza in Veneto, stage in azienda per i docenti degli istituti a indirizzo tessile-moda, perché conoscano l’impresa, le sue esigenze e le opportunità. Ci faremo promotori di momenti informativi per rendere più efficace il raccordo tra scuola e mondo del lavoro, il primo dei quali si terrà al Cfp Manfredini di Este il 22 settembre”. “Insieme alla qualificazione del percorso formativo – insiste il presidente degli industriali – è infatti necessaria una battaglia culturale che sradichi l’idea, presente in molte famiglie, che un lavoro manuale sia in ogni caso da evitare. Apriamo queste scuole alle famiglie, organizziamo insieme Open Day degli istituti tecnici e professionali. Sarebbero un’ottima occasione per far conoscere a genitori e giovani la nuova offerta formativa e i concreti sbocchi professionali”.

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