ARCHEOLOGICA SUB. A CACCIA DELLE TEGNUE AL LIDO DI VENEZIA

tegnue

Il Veneto, sul piano naturalistico, si sta attrezzando per proporre un’offerta che attiri sempre piu’ i turisti-subacquei. C’è infatti un progetto finanziato dalla Regione, Comune di Venezia e Cam idrografica che interessa le acque antistanti il Lido di Venezia. Si tratta di due siti (in cui sono state posizionate boe per evitare l’ancoraggio e fornire supporto per i subacquei) in cui e’ possibile visitare le cosiddette ‘tegnue”, affioramenti caratteristici della morfologia del golfo di Venezia, con le loro e substrati solidi che interrompono l’andamento pressoche’ regolare dei fondali di sabbie e fanghi. E altrettanti affioramenti saranno attrezzati entro pochi mesi. Il fenomeno delle tegnue è stato individuato, una . Al largo di Chioggia e poi anche a Coarle e in maniera interessante in Polesine. Per visitare con pinne ed occhiali le tegnue al largo del Lido non ci sono spedizioni programmate; e’ possibile recuperarne le coordinate on line, sul sito www.tegnuevenezia.it, o nei due centri informativi attivi a terra, presso il ’ del Lido o il piccolo Museo della Laguna sud di Pellestrina. Bisogna dirla tutta: al momento non c’è un’offerta turistica legata all’. ”L’attivita’ subacquea – ha illustrato il presidente del gruppo Argo, Alessandro Tagliapietra – e’ ricca, ma nessun sito e’ attualmente aperto e fruibile da parte dei subacquei, nemmeno attraverso guide”. Per Tagliapietra, ci sono reperti, come i resti del di (crollato nel 1902), otto relitti individuati attraverso i lavori per la costruzione del (sistema delle dighe mobili per attenuare le acque alte di Venezia), e diversi resti di galee presenti in laguna.’In Veneto – ha concluso Tagliapetra –   ancora questa cultura, che mi auguro si affermi al piu’ presto. Il ministero deve fare la sua parte. Cio’ a cui puntiamo, anche attraverso i nostri di , e’ di sensibilizzare i subacquei ad adottare i corretti codici di comportamento in caso di un non impossibile ritrovamento.



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