L’associazione di produttori Unicarve ha presentato alla Regione il Piano di rilancio che Italia Zootecnica ha già formalizzato alle organizzazioni professionali agricole nazionali. La zootecnia bovina da carne veneta e italiana ha bisogno di una strategia generale di rilancio per farla uscire da una difficile crisi. Gli allevatori registrano una perdita secca di oltre 200 euro per ogni capo commercializzato. “Per il Veneto – come noto è la prima regione per allevamento di vitelloni e di vitelli a carne bianca- la produzione di carne bovina è una questione strategica, ha ricordato l’ass. all’agricoltura Franco Manzato, perché il settore incide sull’intero sistema agricolo regionale, compresa la produzione di oleaginose; per l’Italia è altrettanto essenziale e così per la fornitura di carni di qualità “made in Italy”, rispetto ad un’invasione sempre più consistente di carne proveniente da altri Paesi europei ed extraeuropei”. Fabiano Barbisan, presidente di Unicarve ha chiesto a Manzato di sostenere, nella Conferenza Stato – Regioni, il Sistema di Qualità Superiore Nazionale per una approvazione rapida della proposta di Decreto Ministeriale. Per quanto concerne poi la valorizzazione della produzione regionale, gli allevatori hanno chiesto che la Regione sostenga il progetto “Lo Scrigno delle Carni”, anche con azioni di turismo integrato. Per Barbisan necessario anche un sostegno alla proposta di Disciplinari di Qualità per il “vitellone ai cereali” e per il “vitello al latte e cereali”, e alla richiesta di STG (Specialità Tipica Garantita) per il “vitellone ai cereali”, rispetto al quale è stata anche sollecitata l’attivazione della Legge regionale 12 del 2001 relativamente ad uno specifico disciplinare di produzione. Occorrerà – hanno sostenuto gli allevatori – attivare un sistema per presentare le domande di adesione al Marchio QV (Qualità Veneta) prevedere inoltre un’iniziativa nel Programma di Sviluppo Rurale per le aziende zootecniche.

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