Il consigliere regionale e responsabile veneto per la scuola del Pd Roberto Fasol ha fatto una dichiarazione in relazione al “tetto” del 30% degli immigrati per classe ed, una sintesi, è stata diffusa dall’ ufficio stampa di Palazzo Ferro Fini. “Da tempo tutti i dirigenti scolastici lavorano per impedire il formarsi di classi con un numero sproporzionato di alunni immigrati, proprio nel tentativo di favorire il miglior apprendimento da parte di tutti gli alunni. L’assessore Elena Donazzan scopre l’acqua calda e punta a prescrivere ciò che le scuole fanno da tempo, col risultato di togliere ulteriormente autonomia alle scuole”. L’esponente del Pd in Consiglio ha ricordato poi che “nel Veneto le scuole che registrano presenze superiori al 30% di immigrati sono pochissime: 17 se si contano tutti gli alunni stranieri nati all’estero e in Italia, una sola a Treviso, se si contano i nati all’estero. Questo su un totale di 711 istituti attivi nel prossimo anno scolastico. Ecco perché quella del ‘tetto’ è solo una trovata propagandistica”. “Il problema dell’inserimento degli alunni stranieri – secondo il consigliere del Pd – va invece gestito con intelligenza caso per caso. Ci sono infatti situazioni nelle quali, in presenza di un numero consistente di alunni che non conoscono la lingua, la percentuale della loro presenza deve essere ancora più bassa del 30%. Ma ce ne sono altre in cui gli alunni stranieri nati in Italia (una presenza che raggiunge l’85% nella scuola dell’infanzia e oltre il 54% nella scuola primaria: fonte ufficio scolastico regionale del giugno 2010) conoscono bene la lingua e in qualche caso anche il dialetto”. “Evidentemente – conclude Fasoli – l’assessore ha scarsa fiducia sulle capacità dei dirigenti e del corpo docenti delle scuole venete che hanno gestito in modo eccellente la presenza degli immigrati come dimostra l’esperienza molto positiva del comune di Vicenza”.

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